domenica, 26 Settembre, 2021
Politica

Il veloce cammino del Premier

Conte che, com’era scontato, ha ricevuto il mandato dal Capo dello Stato di formare il nuovo governo è già a lavoro, anche perché, come lui stesso ha rilevato, le condizioni critiche della nostra economia richiedono tempi ristretti per il varo del nuovo esecutivo.

La scadenza più immediata che il nuovo ministero dovrà affrontare è infatti quella della predisposizione di una manovra economica che dovrà avere un carattere innovativo e prevedere la sterilizzazione dell’aumento dell’Iva.

A questi obiettivi Conte aggiunge la tutela dei risparmiatori, una regime fiscale meno vessatorio e squilibrato dell’attuale e risposte concrete alle forme di malessere sociale. Altri punti riguardano l’ambiente con la tutela del territorio e dei mari, una ricerca all’avanguardia, infrastrutture sicure e reti efficienti, la valorizzazione del patrimonio artistico e  culturale, scelte che evitino l’esodo di tanti giovani di rilevanti capacità.

Un accento particolare il premier l’ha posto sull’Europa, dove l’Italia – ha detto – deve svolgere un’attività che sia guidata dalla piena consapevolezza del suo ruolo e dei suoi obiettivi.

Sul lavoro di Conte restano un paio di questioni ancora irrisolte: quello di superare lo stallo sulla richiesta di Di Maio di essere confermato alla vicepresidenza e la gestione del voto che i militanti dei 5 stelle sono chiamati a rendere sulla loro piattaforma telematica.

Non sarebbero comunque problemi preoccupanti anche perché ormai nel movimento 5 stelle la credibilità e il prestigio di Conte sembrano oscurare il ruolo di primo piano ricoperto finora da Di Maio.

Ieri, sul giovane ministro era piovuta come una doccia gelata la critica del fondatore, cioè di Grillo, a coloro malati di poltronite, né lo tranquillizza l’atteggiamento di Di Battista che sembra molto critico nei confronti dell’intesa raggiunta con il Pd.

Non è il solo a stare in ambasce; Paragone annuncia la sua intenzione di lasciare il movimento, trovando un corrispettivo in Calenda che non solo intende lasciare il Pd, per protestare contro un’alleanza che ritiene innaturale, ma perfino parla di creare un nuovo partito.

Quanto al centro destra, da segnalare l’appello di Salvini per una manifestazione programmata per metà ottobre: una scelta, questa, anticipata dalla Meloni a che lascia freddo e distaccato il gruppo dirigente di Forza Italia.

Le previsioni sono che il presidente del consiglio incaricato possa sciogliere la riserva all’inizio della prossima settimana e presentare al Capo dello stato la lista dei ministri, sulla quale, come sempre accade, fioriscono illazioni ed ambizioni.

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