sabato, 25 Giugno, 2022
Politica

Salvini bifronte dà ragione a Meloni e rende Letta pilastro di Draghi

L’ultimo capolavoro di Salvini ha due facce: spaccare il centro-destra sull’ordine pubblico e lasciare a Letta il privilegio di esser il più convinto sostenitore del Governo Draghi.

Contro il ministro Lamorgese Salvini dice le stesse cose di Meloni, che sono diverse da quelle che afferma Berlusconi. Avrebbe potuto distinguersi nelle critiche, trovando un registro diverso, visto che è stato anche Ministro dell’Interno. Invece ha scelto di appiattirsi sulla più abile Giorgia, che si guarda bene dal chiedere alla Lega di uscire dal Governo.

A Fratelli d’Italia fa gran gioco che Salvini rimanga in maggioranza ma usi gli argomenti di Meloni: la confusione non genera mai consenso; e poi, l’elettore sceglie l’originale e non la fotocopia.

Eppure Salvini, quando si è formato il Governo, aveva una posizione di vantaggio perché il suo sì alla fiducia pesava molto: non era scontato come quello del Pd, e la Lega -almeno nei sondaggi- era più forte del Pd, dei 5 Stelle , di Forza Italia e di Italia viva. Poteva essere l’azionista di riferimento di Draghi invece ha scelto di fare il disturbatore di assemblea, senza riuscire a portare a casa nulla che possa ascriversi al suo intenso attivismo bifronte.

Così Letta, che pure aveva dovuto incassare in silenzio la freddezza di Draghi sulla sua proposta di aumentare le tasse di successione, si trova oggi ad essere il più solido pilastro di un Presidente del Consiglio che può esibire una ripresa del 6% e la migliore performance europea sul Covid.

Nelle prossime settimane Salvini dovrà ingoiare altre due pillole. Amare, molto amare: il reddito di cittadinanza dei 5 Stelle non sarà cancellato ma modificato, mentre la sua Quota 100 finirà nel dimenticatoio. Farà fuoco e fiamme? Probabile. Come un camino al bioetanolo.

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