lunedì, 6 Dicembre, 2021
Politica

Mattarella paciere, notaio e arbitro

Ogni Presidente della Repubblica gestisce le crisi di governo secondo un proprio stile. Ma i contorni costituzionali e la prassi sono abbastanza chiari e consolidati.

Il Presidente ha il compito di risolvere la crisi per dare un Governo al Paese e le deve provare tutte prima di prendere la decisione più grave, quella di sciogliere le Camere per elezioni anticipate.

Se c’è un accordo tra i partiti che siano in grado di formare una maggioranza di governo, il Presidente fa il notaio e si limita a prenderne atto. Se i partiti concordano anche sul nome del Presidente del Consiglio il Presidente è facilitato nel compito di nomina: ha già la soluzione pronta.

Ma se i partiti non sono d’accordo sul nome il Presidente prima prova a fare da paciere, poi se l’accordo non si trova deve fare l’arbitro e decidere lui.

Se, invece, i partiti che potrebbero costituire una maggioranza litigano, può provare a fare da paciere. Se ci riesce tanto meglio. Se metterli d’accordo non è possibile il Presidente diventa arbitro dialogante: prova a individuare una soluzione che punti a trovare il consenso dei partiti per dare   al Paese un governo con un mandato limitato per evitare un pericoloso vuoto di potere, e poi sciogliere le Camere. Sarebbe il Governo del Presidente.

In sostanza. Se PD e 5S domani diranno a Mattarella che vogliono fare un governo ma che litigano sul nome di Conte, Mattarella da notaio prenderà atto della volontà di formare una nuova maggioranza, da paciere proverà a mettere d’accordo Di Maio e Zingaretti sul nome del Presidente del Consiglio; se non ci riuscirà, da arbitro, toccherà a lui nominare un Presidente che a suo parere sia in grado di guidare il Governo.

Per come si sono, messe a questo momento, le cose Mattarella potrebbe esercitare una moral suasion per evitare che una possibile nuova maggioranza non nasca solo per divergenze sul nome del presidente del Consiglio che spetta al capo dello Stato scegliere. Mattarella potrebbe anche  chiedere ai due partiti di presentargli una rosa di candidati alla guida del Governo, poi mediare tra loro e infine scegliere. E la scelta del Presidente sarà quella giusta

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