giovedì, 22 Febbraio, 2024
Attualità

La parata in Zar minore segno di debolezza interna

Putin ha deluso un pò tutti.

Quelli che si aspettavano i toni trionfalistici di una vittoria che non è all’orizzonte.

Quelli che erano in ansia per una possibile chiamata generale alle armi dei russi per una mobilitazione contro l’Occidente.

Quelli che speravano  di veder volare le colombe sui missili che hanno sfilato sulla Piazza Rossa.

Nulla di tutto questo.

Putin è stato di una prudenza inaspettata. Come se avesse voluto lanciare un  timido segnale per una de-escalation del conflitto.

Ha fatto una manovra di arroccamento per proteggersi dai vari fronti cui è esposto: insuccessi sul campo di battaglia, alti costi in vite umane del conflitto, dissapori con i capi militari e dei servizi segreti e un dissenso che cresce silenzioso anche all’interno della Duma. Per molti dell’establishment russo la strategia del Capo è confusa e simile ad un tunnel di cui non si vede l’uscita.

Putin aveva messo in allerta il dispositivo nucleare, cui i suoi fedelissimi hanno fatto spesso riferimento. Ma ieri ha detto che bisogna scongiurare una guerra globale “un orrore che non deve ripetersi”.

Ha dovuto inventare nuovi argomenti per giustificare l’aggressione all’Ucraina, che in molti anche ai vertici del potere russo non avevano condiviso. Così ha raccontato una fiaba cui nessuno – a partire da lui stesso- crede: “la Nato minacciava la Russia, addirittura era pronta un’invasione delle nostre terre storiche inclusa la Crimea per questo abbiamo fatto un intervento preventivo.”

Insomma la cosiddetta operazione speciale non è più mirata a denazificare l’Ucraina e a sostenere l’indipendenza delle repubbliche di Donetsk e Lugansk ma è un’azione militare per prevenire un’aggressione della Nato alla Russia.

Circondato da veterani e non dai vertici militari -indice di un possibile dissidio con i generali e forse con lo stesso ministro della difesa- Putin ha dedicato parole commosse ai soldati russi morti in Ucraina, promettendo sostegni alle famiglie delle vittime. Un segnale che i morti cominciano ad essere tanti, troppi tra le fila russe.

Putin ha mentito varie volte durante il suo ventennio, Ma stavolta sembra davvero un autocrate non più baldanzoso ma piuttosto preoccupato. Non aspetta altro che quelli che lui ha trasformato in nemici -noi Occidentali- gli offrano uno spiraglio per tirarsi fuori da questo disastro in cui si è cacciato Se non succederà Putin sa che l’opzione più probabile non è  lo scatenamento di una guerra totale contro la Nato ma la sua fine come despota della Grande madre Russia.

 

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