lunedì, 17 Giugno, 2024
Politica

La missione possibile dell’irrequieto Renzi

Attesa per gli esiti politici della Leopolda 11

Il leader di Italia Viva prenderà il posto di Berlusconi per evitare che il centro-destra sia sempre più destra e sempre meno centro e arginare così la deriva di Salvini e Meloni?

Quasi 8 anni fa, il 15 dicembre 2013. Renzi entrava al galoppo nell’agone politico nazionale. Diventava segretario del Pd . Due mesi dopo liquidava Enrico Letta e ne prendeva il posto a Palazzo Chigi. Avviava la rottamazione della vecchia guardia del partito e provocava la scissione di Bersani. Rompeva con Berlusconi candidando Mattarella al Quirinale. Personalizzava una grande riforma Costituzionale bocciata dal referendum. Lasciava il governo a Gentiloni e il partito nel caos. Nell’estate del 2019 tornava a dettare legge convincendo Zingaretti ad allearsi con i 5Stelle. Votata la fiducia al governo da lui voluto, usciva dal Pd e iniziava a bombardare Giuseppe Conte fino a farlo cadere per sostituirlo con Draghi. E adesso? Votata spesso con Salvini e meloni. Cos’ha in mente?

Renzi viene dal Partito popolare, non è masi stato comunista o socialista. Il vestito della sinistra italiana gli è andato sempre stretto. Conquistato il Pd, aveva provato a trasformarlo a sua immagine e somiglianza. Ci stava riuscendo fino a quando era anche presidente del Consiglio. Perso il governo ha perso anche il partito e lo ha lasciato piuttosto malconcio.

Quando ha fondato Italia Viva la sua ambizione era un petit rassemblement, un’area nuova in cui raccogliere gli scontenti del Pd, i delusi del tramonto di Forza Italia, una serie di moderati senza casa e in cerca di identità e forse anche qualche 5 Stelle in via di conversione dal populismo. Il sogno era conquistare un 10. Nel frattempo subisce la concorrenza di un agguerrito Calenda.

Renzi pesa nel gioco politico molto più del 2,1% dei sondaggi. Ma vuole contare di più .essere l’ago della bilancia nell’elezione del prossimo capo dello Stato e ritagliarsi uno spazio in vista delle elezioni del 2023. Quale spazio? A sinistra non c’è più posto per lui. Lo sa e non se ne fa un cruccio. Anzi. C’è nel centro che guarda a destra un’ampia zona desertica lasciata libera da Forza Italia. Renzi non sarebbe mai una fotocopia del Cavaliere. Ma potrebbe interpretare in modo nuovo il ruolo svolto da Berlusconi ed evitare che l’area moderata si arrenda alla destra sovranista che ha legami con regimi illiberali.

Una missione impossibile? Nella testa di Renzi nulla gli è impossibile. In questo caso si tratterebbe perfino di una missione necessaria per bilanciare il sistema politico: in caso di sconfitta del centro-sinistra e con Forza Italia ridotta al lumicino a rappresentare l’Italia sarebbero o Salvini o Meloni.

Un’ipotesi che fa tremare le vene ai polsi di Germania e Francia e che rischierebbe di spostare l’Italia dalle alleanza democratiche occidentali alle simpatie verso regimi orientali, più vicini ai modelli autocratici di Russia e Cina che a quelli del mondo libro, Stati Uniti in testa.

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