lunedì, 27 Gennaio, 2020
Politica

I renziani alla prima crociata

E adesso che faranno i renziani? È questo ormai il tormentone che accompagnerà ogni attimo della vita del neonato Conte 2.

Già che faranno? Probabilmente non lo sanno neanche loro, visto che il nuovo partito di Renzi è appena agli inizi. Per ora il leader di Italia Viva è impegnato nel reclutamento e nella preparazione della Leopolda, che sarà la vera prima occasione per la presentazione dell’identikit della nuova forza politica.

Ma cosa potrebbero fare i renziani?

Trattandosi non di una corrente di partito ma di una forza politica con propri gruppi parlamentari  e peraltro con un turbo-leader come Renzi,  Italia Viva potrà mettere becco su tutto, a cominciare dagli accordi locali per le lezioni regionali , passando alla imminente stesura della legge di Bilancio; poi sarà il turno  delle nomine  pubbliche e, in ogni caso, c’è un lavoro giorno per giorno in Parlamento e nel Governo che dovrà tener conto di quel che  l’IV (Italia Viva) pensa e propone.

Sarà sicuramente una complicazione per Conte che dovrà sentire una campana in più e tener conto del potere di interdizione dei gruppi parlamentari renziani senza dei quali il governo non ha la maggioranza in Parlamento.

Il problema è proprio qui. Fino a che punto Renzi potrà spingersi per esercitare il proprio potere di condizionamento nella coalizione di governo? Ovviamente Renzi ha promesso che la legislatura arriverà fino al capolinea nel 2023.Ma la durata della legislatura potrebbe non coincidere con quella del Governo attuale.

Presto per fare ipotesi. Ma alcuni punti fermi della politica di IV già si possono delineare

  1. Renzi userà il suo partito e la sua presenza nella coalizione di Governo per togliere a Conte il primato di essere l’anti-Salvini. Conte questo gagliardetto se l’era guadagnato il 20 agosto quando, a sorpresa, aveva riversato sul suo allora vicepresidente una valanga di accuse gravi e di condanne politiche pesanti. Renzi deve cominciare a interpretare la parte e quindi parte un po’ svantaggiato.
  2. Renzi cercherà di fare da calamita nei confronti di parlamentari di altri partiti indecisi o tentati dal cambiare casacca. Lavorerà sottotraccia e dovrà anche poter offrire qualcosa e quindi nella partita delle nomine sicuramente Renzi farà pesare tutto il suo potere.
  3. Per caratterizzarsi come forza centrale nel sistema politico Renzi dovrà intervenire sull’attuazione del programma di governo e contrastare impostazioni troppo di sinistra o giustizialiste. Non sarà facile perché su molti punti Pd e 5s troveranno una forte convergenza e Renzi non potrà spingersi fino alla rottura almeno fino a quando non lo considererà utile.
  4. Italia Viva dovrà apparire partito responsabile, leale ma non ingessato. C’è da scommettere che Renzi, almeno a parole, farà una politica delle mani libere e predicherà a destra e a manca il suo verbo con una politica di stop and go, fatta di brusche accelerazioni e altrettanto brusche frenate.
  5. Renzi dovrà tenere a bada la sua innata frenesia di andare a fare messe di voti: con questa legge elettorale raccoglierebbe pochi seggi in Parlamento. Ma se si tornasse al proporzionale senza quota maggioritaria il gioco cambierebbe e per lui la tentazione di andare al voto sarebbe irresistibile. Ma quanto tempo occorrerà per cambiare la legge elettorale?

Conte, Zingaretti e Di Maio devono ben calcolare il timing della modifica della legge elettorale per non dare eccessivo tempo a Renzi per consolidare il partito ma anche per non affrontare Salvini senza aver prima risolto gran parte dei problemi che sono stati strumentalizzati dal leader leghista per conquistare un enorme consenso.

C’è, infine, una considerazione di metodo. Il modello comportamentale renziano che abbiamo finora conosciuto era fatto di rassicurazioni poco affidabili (“stai sereno”), di improvvisi cambi di rotta, di un’attrazione fatale per la polemica pungente, aspra e divisiva e di una tendenza irrefrenabile al protagonismo eccessivo che sarà sicuramente accentuato dal partito personale che Renzi si è costruito. Era quello che voleva. Ora che ce l’ha che uso ne farà?

Per ora i renziani sembrano tutti animati da buoni propositi e dall’entusiasmo di liberare la terra italiana dalle minacce sovraniste, populiste e illiberali. Una crociata che richiede un lungo percorso durante il quale non bisogna farsi troppi nemici.

Related posts

Il governo fra i marosi del protagonismo

Giampiero Catone

Hammamet e i conti con la fine della Prima Repubblica

Giuseppe Mazzei

Le speranze dei giovani

Giampiero Catone

Lascia un commento

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Se continui ad utilizzare il sito ne assumiamo che tu sia concorde. Accetta Maggiori Informazioni