mercoledì, 20 Ottobre, 2021
Esteri

Biden deve ricostruire la credibilità degli Usa come garante di sicurezza

Putin è profondamente consapevole del rischio che l’estremismo islamico si vada espandendo dall’Afghanistan all’Asia centrale, al Caucaso e alla Federazione russa. Infatti, le truppe russe, uzbeke e tagiche hanno condotto esercitazioni nel mese di luglio, che sembrano essere state progettate per prepararsi a rispondere alle incursioni transfrontaliere dall’Afghanistan.

Questo è solo il primo passo nel suo piano per il consolidamento del potere russo e l’influenza in Asia centrale e nel Caucaso. Qualcuno potrebbe chiedersi  perché mai allora Putin dovrebbe voler collaborare con i talebani? Coloro che pongono questa domanda fraintendono la profondità dell’inimicizia di Putin verso gli Stati Uniti e l’Occidente e tutto ciò che rappresentiamo. Putin vede il mondo come un gioco a “somma zero”. Ciò che ferisce gli Stati Uniti deve servire gli interessi della Russia.

La sconfitta in Afghanistan ha le giuste caratteristiche. Un accordo a breve termine con i talebani è un rischio per Putin.  Putin gioca sulla scacchiera della superpotenza usando gli unici strumenti che ha a portata di mano, il potere militare, la capacità cyber e di disinformazione e l’inettitudine degli Stati Uniti senza un pensiero strategico. Ha approfittato dei quattro anni di sconsiderato allontanamento degli alleati americani da tutto il mondo da parte del presidente Trump.

 

L’AMBIGUITÀ DEL PAKISTAN E LE ARMI NUCLEARI
Altro punto delicato del ritorno dei talebani  è l’impatto sul Pakistan. Il Pakistan ha alimentato l’estremismo islamico in Afghanistan per decenni. Mentre una parte dell’establishment di sicurezza pakistano ha collaborato con gli Stati Uniti in modo efficace dopo l’11/9, al contempo altre parti stavano alimentando relazioni con estremisti, tra cui i talebani.

Ci si chiede se il declino dell’influenza degli Stati Uniti a Islamabad abbia aperto la porta agli estremisti islamici per farli entrare nel sistema di sicurezza. Il Pakistan è una potenza nucleare e negli ultimi anni ha aumentato il suo sviluppo di armi nucleari tattiche. I talebani hanno adesso una via per le armi nucleari?  Questa è una domanda importante e la sua risposta getta un’ombra sul nostro ritiro dall’Afghanistan.


NUOVE SFIDE PER BIDEN,TAIWAN E COREA DEL SUD
L’amministrazione Biden, nonostante tutte le sue pretese di “ritorno alla competenza” a Washington, si è afflosciata nella sua prima sfida seria. Si potrebbe sostenere che la capitolazione di Biden su Nord Stream 2 e il rifiuto beffardo di Putin a Ginevra delle accuse di interferenza elettorale negli Stati Uniti e attacchi informatici contro gli Stati Uniti, preannunciavano la debacle in Afghanistan. La sfida per gli Stati Uniti ora sarà quella di gestire il trasporto aereo di quegli afgani che erano disposti a collaborare con gli Stati Uniti e cercare con attenzione le opportunità per ricostruire la credibilità delle garanzie di sicurezza statunitensi in tutto il mondo. Taiwan e la Corea del Sud sembrano ottimi punti di partenza.

Allo stesso tempo, dobbiamo riconoscere che l’Afghanistan diventerà ancora una volta il campo di addestramento per coloro che sperano di replicare gli attacchi dell’11/9 contro gli Stati Uniti. Una forte e solida capacità di intelligence sarà essenziale per attenuare tale rischio. (2- fine)

 

*Robert Dannenberg,
già Direttore della CIA per l’Eurasia e della Sicurezza internazionale di Goldman Sachs e di BP.

(traduzione a cura di Sofia Mazzei)

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