sabato, 14 Dicembre, 2019
Politica

La posta in gioco della crisi

Ho l’impressione che ad alcuni commentatori e a quasi tutti i personaggi politici sulla scena sfugga il senso drammatico di quello che stiamo vivendo e dei rischi altissimi cui l’Italia è esposta.

La fine del Governo Conte apre solo due strade: o le elezioni con vittoria certa della peggiore destra che l’Italia abbia mai conosciuto negli ultimi 30 anni, che vuole portarci fuori dall’Europa e legarci a regimi autoritari come la Russia (Salvini lo ha detto che si sente di casa più a Mosca che in alcune capitali europee) oppure un governo forte, di legislatura , capace di mettere da parte rancori, gelosie, rimpianti e ambizioni personali per far ripartire l’economia, creare lavoro, ridurre le ingiustizie sociali e  riagganciarsi all’Europa per cambiarla, esercitando un ruolo autorevole critico e costruttivo e non ingiurioso e di rottura coni partner europei.

Le trattative tra Pd e 5s sono inevitabili. Nessuno dei due partiti dirà a Mattarella che vuole subito le elezioni e Mattarella chiederà loro di verificare rapidamente le basi di un accordo. Ma ciascuno deve rinunciare a qualcosa. I 5 punti di Zingaretti sono una buona base di discussione. Il Pd, venendo da un anno di opposizione e da due sconfitte elettorali non può chiedere la luna ma neanche può far finta di niente. Il Pd, Lega e Fratelli d’italia sono le uniche forze politiche che in caso di elezioni aumenterebbero voti e seggi. Per questo, a differenza dei 5s, il Pd ha due possibilità: fare un governo forte che accetti gran parte delle sue condizioni o andare al voto, regalando comunque il potere alla destra.

I 5stelle hanno una sola scelta: fare un accordo con il Pd. Andare al voto per loro sarebbe un suicidio di massa. Tornare con la Lega è impossibile Salvini dovrebbe lasciare  il ministero dell’Interno e i 5s dovrebbero rinunciare a Conte.

Quindi tocca ai 5s l’onere di accollarsi il maggior peso della trattativa che va condotta senza clamori, offese, ripicche, poca vetrina e tanto serio lavoro con spirito costruttivo.

La posta in gioco è altissima: se Pd e 5S non raggiungono un accordo e si va al voto per Salvini sarà una vittoria.

Se Pd e 5S raggiungono un accordo fragile e si torna al voto fra pochi mesi per Salvini sarà un trionfo.

Se, per irresponsabili calcoli personali, Renzi fa nascere il governo per poi azzopparlo quando penserà che gli farà comodo sarà una tragedia perché Salvini stravincerà, i 5 stelle saranno ridotti al lumicino, il Pd si dissolverà e l’Italia si consegnerà alla destra aprendo la strada ad un’avventura che ci porta fuori dall’Europa e verso una democrazia plebiscitaria, basata sull’intolleranza, l’autoritarismo e un peronismo pericoloso.

Questa è la vera partita.

Lo avranno capito gli attori?

Salvini sicuramente sa bene tutto questo. Non so se Renzi e Di Maio siano altrettanto consapevoli. Quanto a Zingaretti sospendo il giudizio. Per ora si è mostrato prudente, ma da domani sarà il momento del coraggio.

Un vero leader deve fare di tutto per salvare l’Italia dalla pericolosa deriva di destra e usare tutti i mezzi diplomatici e le abilità politiche per far capire a Renzi e a Di Maio che salvare l’Italia conta più del loro tornaconto personale. Buon lavoro, quindi…

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