domenica, 18 Agosto 2019
Editoriale Politica

La curva di Gauss

La curva di Gauss è una funzione probabilistica che in un campo cartesiano assume una forma a campana. Può essere usata per descrivere tutta una serie di fenomeni, anche ad esempio l’andamento nel tempo del consenso elettorale ad un partito politico. In questo caso sull’asse orizzontale è rappresentato il tempo e su quello verticale il numero dei voti conseguiti.

La forma di questa curva a campana potrà variare molto ma descrive un fenomeno costante: il consenso cresce, si mantiene ad un certo livello e poi decade inesorabilmente, è solo questione di tempo. Se Salvini conosce questo teorema avrà pensato che prolungare troppo a lungo l’esperienza contrattuale con i 5 stelle lo avrebbe posizionato nella fase discendente della curva.

Per questa ragione ha deciso di interrompere questa esperienza di governo e correre al voto. A questo punto però l’alta matematica confligge con la semplice aritmetica. Salvini ha solo il 17% di senatori e deputati; quando si vota nelle Camere i sondaggi valgono zero.

Chi vuole le elezioni e chi le avversa?
Favorevoli alle elezioni anticipate sono solo la Lega e Fratelli d’Italia. Forza Italia lo sarebbe solo nel caso di un accordo pre elettorale con la Lega , magari con la promessa per Berlusconi di un ruolo come Ministro degli Esteri. Poiché questo difficilmente potrebbe accadere i Forzisti sono disponibili a votare qualsiasi cosa possa evitare il cimento elettorale che per loro sarebbe disastroso.

I più contrari al voto sono naturalmente i grillini che uscirebbero dimezzati dalle votazioni anche senza il taglio al numero dei parlamentari. Quanto al PD Zingaretti dice di essere favorevole al voto anche sapendo di non poter vincere perché questa volta sarà lui a fare le liste e si toglierebbe dai piedi i senatori e i deputati fatti eleggere da Renzi. Proprio per questa ragione i renziani sono contrari al voto.

Se ci fosse più tempo Renzi potrebbe creare un suo partito e far eleggere diversi suoi amici; deve quindi guadagnare tempo con un governo che arrivi al 2021 e se possibile al 2022 per non permettere ad un Salvini vincitore delle elezioni di eleggere un Presidente della Repubblica vicino alla sua parte politica, e questa sarebbe la prima volta per un governo di destra che nei procedenti governi Berlusconi si è dovuto confrontare con Scalfaro, Napolitano e nell’ultimo periodo con Mattarella. Anche Franceschini sembra alieno da elezioni immediate e naturalmente lo sono i piccoli partiti di sinistra.

Come fare per evitare le elezioni?
Il metodo più semplice è quello proposto dai 5 stelle, votare il taglio dei parlamentari; per loro è come decidere invece della fucilazione subito lo strangolamento tra un po’ di tempo. Infatti bisognerà indire un referendum confermativo e poi ridisegnare i collegi elettorali e fare pure una nuova legge elettorale rigorosamente proporzionale. Nel frattempo chi governerebbe il paese? Se si seguisse la strategia Grasso alla votazione per la sfiducia a Conte tutti coloro che sono contrari alle elezioni, tranne i 5 stelle, dovrebbero abbandonare l’aula.

In questo modo Conte non sarebbe sfiduciato e potrebbe essere nuovamente incaricato e sostenuto da una diversa maggioranza, oppure verrebbe varato un governo di scopo per formulare la legge di bilancio e sterilizzare l’aumento dell’IVA. Sarebbe un governo degli sconfitti, quelli che hanno perso le ultime politiche e quelli che hanno perso le ultime europee. Salvini griderebbe al colpo di stato ma anche se la soluzione appare poco elegante e poco rispettosa dei principi democratici dal punto di vista teorico, sarebbe però assolutamente lecita dal punto di vista costituzionale.

Cosa accadrebbe al consenso oggi goduto da Salvini in caso di mancate elezioni anticipate?
Salvini avrebbe contro quasi tutti come la Germania nell’ultima guerra. Gli oppositori sono convinti che sarebbe la sua fine; Renzi che di voti e non di sondaggi ne aveva racimolati il 41% è stato sbalzato via da un referendum perso. Più facilmente la cosa accadrebbe per Salvini dal momento che le prossime elezioni sarebbero un referendum su di lui. I leghisti non ne sono convinti, anzi ritengono che i consensi lieviterebbero, Renzi infatti era al governo e aveva contro anche una parte del suo partito mentre la Lega è compatta e potrebbe lucrare dal fatto di essere l’unica opposizione credibile.

Ad alterare le previsioni ci potrebbero essere provvedimenti (in)prevedibili della magistratura penale?
Si sente dire di possibili avvisi di garanzia per la questione dei rubli e dei 49 milioni di euro scomparsi. I procedimenti sarebbero lunghi e la difesa di Salvini semplice se solo facesse presente che propone una riforma che a molti magistrati non piace, soprattutto a quei membri del CSM che trattavano le nomine nelle Procure con esponenti del PD.

Un’azione del genere, giusta o strumentale che fosse ,potrebbe avere sull’elettorato un effetto favorevole a Salvini. Più insidioso un nuovo caso Diciotti perché questa volta l’autorizzazione a procedere potrebbe essere concessa. Bisognerebbe però arrivare velocemente ad una condanna definitiva, altrimenti……

Se non si votasse subito ci sarebbe spazio per un nuovo centro?
Già oggi con uno spostamento marcatamente a destra di alcune forze politiche e a sinistra di altre si è aperto al centro un ampio spazio che per nascere e svilupparsi avrebbe bisogno di una legge proporzionale. Questo spazio non può certamente essere occupato dall’Altra Italia. Non è certo Berlusconi con la sua storia personale a poter ricostruire qualcosa che somigli alla Democrazia Cristiana.

Ne si può puntare su Renzi o su personaggi come Rotondi, Cesa, Lupi e l’eterno Casini. Quello che potevano dare lo hanno già dato, ora sono solo alla ricerca di un seggio parlamentare per l’ennesima volta. Poiché Grillo una volta ebbe a paragonare il movimento 5 stelle alla Democrazia Cristiana. Io, parlando con un esponente grillino molto intelligente e preparato lo consigliai di adoperarsi per far evolvere il movimento in questo senso utilizzando l’immagine che Conte era riuscito a costruirsi. La risposta fu che il movimento è costituito da troppe anime per muoversi unitariamente verso questo traguardo. Resta quindi uno spazio a disposizione.

Related posts

Al voto, al voto

Giampiero Catone

La democrazia plebiscitaria

Giuseppe Mazzei

Non si governa con i social

Giampiero Catone

Lascia un commento

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Se continui ad utilizzare il sito ne assumiamo che tu sia concorde. Accetta Maggiori Informazioni