mercoledì, 29 Marzo, 2023
Politica

Lagarde non ci ripensa. Tassi su, nonostante tutto. Di doman non c’è certezza

Una doppia lezione potrebbe esser appresa sia dalla Fed che dalla Bce. Negli Usa dovrebbero adottare gli standard di solidità e di controllo delle banche europee. Da noi sarebbe ora di ampliare i compiti della Bce secondo il modello della Fed e impegnare la Banca di Francoforte ad occuparsi anche dell’occupazione.

Forse è l’ultimo rialzo di mezzo punto. E sarebbe stato meglio se fosse stato di uno 0,25, visti i rischi di recessione e quel che può succedere per le tonnellate di bond in pancia alle banche. Lagarde ha tirato dritto. Ma non si è sbilanciata sulle prossime mosse lasciandosi le mani libere.

Ha tranquillizzato sulla solidità del sistema bancario europeo, che non dovrebbe risentire della tempesta che invece si è abbattuta sulle banche americane meno vigilate di quelle del Vecchio Continente.

La Presidente della Bce ha fretta di far tornare l’inflazione intorno al 2%, obiettivo che si potrebbe raggiungere nel giro di due anni. Non si cura di altro. D’altro canto il compito della Bce è la stabilità monetaria con il controllo dell’inflazione e non prevede, come per la Federal Reserve americana, anche quello di puntare alla massima occupazione.

 Per cui la terapia contro l’inflazione scelta della Bce prescinde dall’analisi della cause dell’aumento dei prezzi. Negli Stati Uniti c’è un’inflazione da domanda, perchè l’economia va veloce e l’occupazione è ai massimi, in Europa impazza un’inflazione da offerta, dovuta in gran parte al boom dei costi dell’energia del 2022 che stanno calando e quindi alleggeriranno il peso sui prezzi.

Buon senso vorrebbe che la Bce no si mettesse all’inseguimento della FED che invece deve raffreddare la temperatura del ciclo economico, e puntasse al 2% con molta gradualità assicurando nel frattempo la ripresa e un adattamento progressivo del sistema finanziario e creditizio all’aumento dei tassi.

Purtroppo nella Bce del dopo Draghi, prevale una linea astrattamente rigorista, sostenuta dalla Germania e dai Paesi cosiddetti frugali che non hanno una visione sistemica delle politiche monetarie e forti dei loro bilanci statali con i cinti i regola si comportano come se quella monetaria non fosse un’ Unione ma una classe di liceo in cui ci sono i secchioni e quelli con qualche problema.

Una doppia lezione potrebbe esser appresa sia dalla Fed che dalla Bce. Negli Usa dovrebbero adottare gli standard di solidità e di controllo delle banche europee. da noi sarebbe ora di ampliare i compiti della Bce secondo il modello della Fed e impegnare la Banca di Francoforte ad occuparsi anche dell’occupazione.

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