lunedì, 11 Dicembre, 2023
Politica

Parte la 19esima legislatura. Il Parlamento tornerà centrale?

Durerà 5 anni? Quante maggioranze si alterneranno? Continuerà lo scandalo dei cambi di casacca dei parlamentari? Chissà. Il Parlamento alleggerito di 345 membri dovrà avere un sussulto di orgoglio e dignità.
Negli ultimi tre decenni ha perso peso istituzionale a favore del Governo, prestigio per la scarsa qualità delle leggi e credibilità per continui trasformismi di maggioranze e di parlamentari. Se non si ridarà prestigio alle Camere la democrazia si indebolirà e avranno spazio tentazioni autoritarie che vanno contrastate non con proclami ma facendo funzionare bene il Parlamento, cuore della democrazia.

Gli italiani, infatti, non eleggono né il Capo dello Stato né il Presidente del Consiglio. Scelgono i membri di Senato e Camera. La sede della sovranità popolare sta a Montecitorio e Palazzo Madama. Così vuole la Costituzione. Per questo motivo il ruolo delle due Camere va difeso, rilanciato e riqualificato

Due Camere con gli stessi poteri e regolamenti macchinosi hanno allungato i tempi delle decisioni e reso farraginoso l’iter di approvazione delle leggi. Il Governo ne ha approfittato e si è preso sempre più spazio. Palazzo Chigi legifera con decreti legge. Si fa concedere il potere di sostituirsi alle Camere con le leggi delega e produce quantità infinite di decreti legislativi, spesso con ritardi biblici. Presenta maxi-emendamenti su cui pone la questione di fiducia vanificando le attività delle Commissioni e delle assemblee legislative.

Un Parlamento ridotto a ratificare le decisioni del Governo è un’anomalia grave in una repubblica Parlamentare. Per tornare ad essere il centro della produzione delle leggi deve rivedere il suo modo di funzionare.

Semplificare e accelerare i procedimenti legislativi, rendere trasparenti le riunioni delle Commissioni, scrivere leggi comprensibili sia sul piano giuridico che comunicativo, sono solo alcune delle sfide cui si troveranno di fronte i 600 eletti. Ma dovranno anche alzare il livello del confronto parlamentare.

Le Camere non possono essere ridotte a piazze urlanti in cui l’offesa dell’avversario sia la regola.Va ridato spessore, autorevolezza e civiltà agli interventi e al confronto anche aspro tra le diverse posizioni.

Con una legge elettorale che rafforza le oligarchie dei partiti il Parlamento rischia di essere ridotto a un’appendice delle segreterie delle forze politiche. E invece bisogna rivalutare il principio dell’assenza di vincolo di mandato senza confondere questa prerogativa con cambiamenti continui di casacche per meri motivi opportunistici.

Eppoi sarebbe il caso di mettere mano ad una riforma costituzionale che dia differenti poteri a Camera e Senato. Se non si ridarà prestigio al Parlamento la democrazia si indebolirà e avranno spazio striscianti tentazioni autoritarie che vanno contrastate non con proclami ma facendo funzionare bene il Parlamento.

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