lunedì, 15 Agosto, 2022
Politica

Draghi striglia la maggioranza. Verso la fiducia sul Dl concorrenza

Ucraina pace e negoziati la priorità. Armi, il Governo va avanti

Non ci saranno tentennamenti nel continuare ogni sforzo diplomatico per la pace, come non ci saranno ripensamenti per l’invio di forniture logistiche e militari. L’obiettivo che il presidente del Consiglio ha illustrato a Senato e Camera ieri mattina coglie i molteplici aspetti del conflitto in Ucraina. Dalla situazione energetica per cui l’Italia e l’Europa puntano all’autonomia da gas e petrolio della Russia, alla accoglienza dei profughi, fino si temi di rilevanza strategica come il sì convinto all’ingresso della NATO di Svezia e Finlandia, e la possibile crisi alimentare che coinvolgerà i Paesi più poveri, con il dimezzamento delle forniture di grano da parte di Ucraina e Russia. Dal premier è arrivata una relazione a tutto campo che ha suscitato l’adesione dei partiti di maggioranza e dall’opposizione quella di Fratelli d’Italia.

L’approvazione della Lega tranne per l’invio di armi, ed una critica dal parte del M5S che chiede un nuovo voto del Parlamento. Nel pomeriggio inoltre c’è stato un colpo di scena. Il premier ha convocato un inatteso Consiglio dei ministri per sollecitare i partiti e tutto il Governo alla responsabilità di procedere con rapidità all’approvazione delle riforme. Draghi ha ribadito che le riforme avviate rappresentano il passaggio fondamentale per attuare il Piano nazionale di Ripresa. La riunione è durata 10 minuti. In particolare, l’attenzione di Draghi è stata rivolta alla riforma della Concorrenza e alla necessità di sbloccare le concessioni per i balneari. Inoltre i ministri hanno autorizzato la fiducia sul ddl concorrenza qualora le circostanze lo rendessero necessario.

Crisi Ucraina, Draghi in Aula

La prima questione toccata dal presidente è la situazione della guerra in campo con lo stallo delle forze d’invasione di Mosca.
“La guerra è giunta all’85 giorno: la speranza di conquistare vaste aree del paese in tempi brevi da parte dei russi s’è scontrata con la resistenza del popolo ucraino”, ha esordito il premier, sottolineando il ruolo dell’Alleanza Atlantica.
“La Nato ha intensificato le azioni sul fianco orientale e il contributo italiano è pari a 2500 unità e nel medio periodo siamo pronti a rafforzare in Ungheria e Bulgaria il nostro impegno con rispettivamente 250 e 750 unità in linea con l’azione dei nostri alleati e valutiamo il sostegno alla Romania per lo sminamento marittimo del Mar Nero e anche alla Slovacchia nella difesa antiaerea”.

Cessate il fuoco la priorità

La priorità per Draghi è la fine delle ostilità. “Per impedire che la crisi umanitaria si aggravi dobbiamo raggiungere prima possibile un cessate il fuoco e far ripartire i negoziati”, ha ribadito il premier, “è la posizione dell’Italia, dell’Ue e che ho condiviso con Biden”, ha sottolineato Draghi, “L’Italia si muoverà con i partner europei e gli alleati per ogni possibilità di mediazione, ma sarà l’Ucraina e non altri decidere quale pace accettare, una pace senza Ucraina non sarebbe accettabile”. Sulla sicurezza Europea invece, “Serve la razionalizzazione della spesa militare in Ue”, ha osservato, “la cui distribuzione è inefficiente: serve una coordinamento degli investimenti in sicurezza”.

Al Governo sostegno condiviso

“Voglio ringraziare il Parlamento, la maggioranza e la principale forza di opposizione per il sostegno al governo per affrontare la crisi”, ha affermato Draghi in aula a Palazzo Madama, “La risoluzione ha impegnato il governo a sostenere dal punto di vista militare e anche umanitario Kiev e tenere alta la pressione sulla Russia anche attraverso sanzioni e ha guidato in modo chiaro l’azione di governo e rafforzato la nostra posizione a livello internazione. Il governo intende a muoversi nel solco di questa risoluzione”.

L’indicazione di Mattarella

Draghi ha ricordato anche la proposto del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per realizzare un percorso di pace sul modello di conferenza di Helsinki”.
“Negli incontri, avuti negli Usa”, si è soffermato il premier, “ho riscontrato un apprezzamento universale per la solidità della posizione italiana. Questa posizione ci permette di essere in prima linea senza ambiguità nella ricerca della pace”. I contatti tra “il capo del Pentagono e il ministro della difesa rappresenta un segnale incoraggiante dall’inizio della guerra”. Draghi ha annunciato inoltre il prossimo vertice Italia-Turchia per i primi giorni di luglio ad Ankara.

Energia, verso l’indipendenza

Tema di rilievo assoluto per l’economia nazionale è il tema delle risorse energetiche. Punto chiave della relazione di Draghi.
“Le stime del governo indicano che potremmo renderci indipendenti dal gas russo nel secondo semestre del 2024”, ha osservato Draghi, “i primi effetti di questo processo si vedranno già alla fine di quest’anno. Durante la mia visita a Washington ho condiviso con il presidente Biden la strategia energetica italiana e siamo d’accordo sull’importanza di preservare gli impegni sul clima che l’Italia intende mantenere”, ha detto Draghi, “Per diversificare i nostri fornitori ci siamo mossi rapidamente. L’obiettivo di incrementare le forniture di gas naturale di cui abbiamo bisogno come combustibile di transizione”, ma anche per “aumentare la produzione di rinnovabili”. C’è la “massima determinazione per eliminare i limiti burocratici” alle rinnovabili, per “distruggere le barriere agli investimenti”.

Crisi alimentare disastrosa

Nella informatica Draghi ha sottolineato i gravi effetti di un blocco delle forniture di grano e altri prodotti alimentari.
Il rischio della guerra è anche una “crisi alimentare”, ha sottolineato con forza il premier. “L’indice dei prezzi dei prodotti alimentari è salito e ha toccato a marzo massimi storici”. Si rischiano “effetti disastrosi in particolare per alcuni paesi di Africa e Medio Oriente dove aumenta rischio crisi alimentari”.

Assistenza agli ucraini in Italia

L’Italia è in prima linea nell’assistenza alla popolazione dell’Ucraina. “Oltre 116 mila ucraini sono arrivati in Italia, di cui 4mila minori non accompagnati”, ha riferito Draghi, “Sinora abbiamo inserito circa 22.792 studenti ucraini nelle scuole italiane. La maggior parte – quasi 11 mila – sono bambine e bambini delle scuole primarie. Desidero ringraziare il ministro Bianchi, il personale della scuola e tutte le bambine e i bambini italiani per questa meravigliosa manifestazione di amore e di efficienza collettiva. Voglio ringraziare anche la Protezione civile, gli enti del terzo settore e tutti i cittadini italiani che sono impegnati nell’accoglienza dei rifugiati. L’Italia è orgogliosa di voi – della vostra accoglienza, della vostra solidarietà, della vostra umanità”.

Mantenere canali di dialogo

Draghi ha parlato anche dell’espulsione dei 24 diplomatici italiani dalla Russia: un “atto ostile che ricalca decisioni simili prese verso altri Paesi europei e risponde a espulsioni di diplomatici da parte italiana. È essenziale”, ha insistito il premier, “mantenere canali di dialogo con la Federazione russa e solo da questi canali che potrà emergere una soluzione negoziale”.

Salvini, Conte, Letta, Speranza

Terminata l’informatica la parola è passata ai gruppi e leader politici. Nel Governo le posizioni sono dall’adesione completa ai distinguo. “Qualcuno in quest’aula parla di inviare altre armi, io non ci sto”, ha ribadito il leader della Lega Matteo Salvini, “Noi siamo assolutamente e orgogliosamente ancorati ai valori, ai diritti conquistati in Occidente, stiamo con la democrazia, mai con la guerra ma con i popoli e mai con gli aggressori”. Il segretario del Pd Enrico Letta ha invece commentato: “L’intera comunità internazionale è impegnata a cercare soluzioni: credo che dobbiamo puntare, come ha detto Draghi a Washington, ad un percorso di pace che oggi esiste perché l’Ucraina ha resistito ed ha resistito anche grazie al sostegno dell’Unione europea”. Diversa la posizione dell’ex premier Giuseppe Conte leader del M5S. “Ho seguito Draghi”, ha obiettato Conte, “e ci ha dato una sua lettura degli avvenimenti e nel complesso è una informativa doverosa e quello che stiamo chiedendo è un confronto costante. Sì, c’è una risoluzione ma adottata all’inizio della guerra. È giusto aggiornarla e il governo si misuri su una convergenza che rafforzi la posizione del governo”.
Uscendo da Palazzo Chigi il ministro alla Salute Roberto Speranza interpellato sulla riunione ha detto che “lo sforzo di Mario Draghi nella ricerca della pace e nel tentativo di riaprire un canale di dialogo tra Putin e Biden va nella direzione giusta e merita il massimo sostegno. La solidarietà all’Ucraina non è incompatibile con la ricerca di una soluzione che consenta di arrivare in tempi rapidi a un cessate il fuoco e alla ripresa dei negoziati di pace con un ruolo attivo dell’Unione Europea”.

Cdm lampo, Draghi mette il turbo

Convocato dal premier ieri pomeriggio un Consiglio dei ministri dove il presidente del Consiglio ha chiesto sulle riforme del Decreto concorrenza massimo impegno e rapidità nell’approvazione delle misure e nel contempo, se ci sarà bisogno, il Governo porrà la fiducia.

Partiti di fronte alle responsabilità

L’approvazione delle riforme, è stato ribadito nel Cdm, rappresentano il passaggio fondamentale per attuare il Piano nazionale di Ripresa.
Draghi ha infatti segnalato la necessità “nel pieno rispetto delle prerogative parlamentari”, di porre in essere tutte le iniziative per richiedere un’iscrizione in Aula del ddl concorrenza entro la fine di maggio, in modo da pervenire a una rapida approvazione e procedere alla trasmissione alla Camera.

Tempisti e obiettivi del Pnrr

“Il mancato rispetto di questa tempistica”, ha osservato Draghi, “metterebbe a rischio, insostenibilmente, il raggiungimento di un obiettivo fondamentale del Pnrr, punto principale del programma di Governo”.

Concorrenza, il caso balneatori

Secondo fonti ministeriali, l’attenzione è rivolta alla riforma della Concorrenza e alla necessità di sbloccare le concessioni per i balneari. Il premier Mario Draghi ha chiesto di velocizzare l’iter di approvazione del ddl concorrenza, per evitare di non rispettare le scadenze del Pnrr.

Se necessario ci sarà la fiducia

Il premier, sempre secondo indiscrezioni ministeriali, avrebbe anche chiesto al Cdm di apporre la fiducia qualora fosse necessario sul testo condiviso.
“Il premier nella comunicazione”, ha riferito ieri sera il ministro per il Rapporti con il Parlamento Federico D’Incà, “ha dato l’indicazione di poter chiudere la legge delega sulla concorrenza entro maggio, anche con la fiducia se necessario”. ” C’è un grande lavoro fatto fino ad ora da parte dei senatori e di tutte le forze politiche. Credo che in questo momento ci sia bisogno di un ultimo passaggio”.

Gelmini, Romeo e Bernini

Diverse le dichiarazioni sulla proposta di Draghi. “Bene aver ascoltato le categorie, bene aver accolto diverse proposte dei balneari, ma ora bisogna correre per rispettare gli impegni del Pnrr”, commenta la ministra Mariastella Gelmini.
“Come sulla riforma fiscale, la Lega, Forza Italia”, hanno osservato i capigruppo di Lega e Forza Italia, Massimiliano Romeo e Annamaria Bernini, “e il resto del centrodestra di governo hanno evitato che aumentassero le tasse su casa e risparmi, anche sul decreto concorrenza l’obiettivo è tutelare 30.000 piccole aziende italiane e 100.000 lavoratori del mare. Siamo ottimisti che si possa trovare un accordo positivo su un tema che, peraltro, non rientra negli accordi economici del Piano nazionale di Ripresa”.

Fonte foto: governo.it

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