lunedì, 28 Novembre, 2022
Attualità

Cgil e Uil: per il dialogo scelte forti. Cisl pronta a mediare

Sciopero e trattativa. Confindustria: basta evocare servi e padroni

Un filo c’è per la ripresa delle trattative. A imbastirlo sono ì segretari di Cgil e Uil, Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri, che confermano lo sciopero generale del 16 dicembre ma non chiudono la porta al Governo. Sul tavolo vogliono una discussione di merito e scelte “forti” sulle riforme di fisco e previdenza. Con una sottolineatura per allontanare da Cgil e Uil, l’idea di voler far naufragare Governo e premier. Per le due Confederazioni a bloccare il presidente del Consiglio più che i sindacati sono stati i partiti di Governo. “Grave quello che è avvenuto: addirittura è stato messo in minoranza il presidente del Consiglio”, puntualizza Landini contestando i partiti della maggioranza. “Il dialogo con il governo non è interrotto”, propone il leader della Cgil, “si può riprendere in ogni momento”.

La Uil e il disagio sociale

Il Segretario della Uil, PierPaolo Bombardieri punta invece sul tema del disagio sociale. “C’è la necessità di rappresentare un Paese dove non va tutto bene, dove aumentano diseguaglianze e povertà. Servono maggiori risposte”, osserva il leader della Uil, “per i precari, disoccupati, per chi lavora e ha grandi difficoltà economiche”.

Confronto prima di scioperare

Lo spiraglio a otto giorni dallo sciopero può diventare una apertura a tutto campo. “Siamo pronti al confronto su tutto, ma ci devono essere cambiamenti molto forti”, osserva Landini che assieme a Bombardieri non nascondono la loro fiducia verso il premier Draghi, “è stato brutalmente messo in minoranza dai partiti della sua maggioranza, che pensano più alle proprie bandierine elettorali che agli interessi dell’Italia”. “Ma non siamo indisponibili al confronto prima dello sciopero”, propone la Cgil, “e pensiamo che il confronto sia prima che dopo si possa fare su basi diverse”.

L’intesa possibile

La Cisl che si è dissociata dalla convocazione di uno sciopero generale prova a riannodare una intesa sindacale unitaria e da questo ripartire per un confronto con il Governo. Impegno preso anche dal Pd e dal ministro del lavoro, Orlando. Sul tavolo il Governo riporterà temi cari a Cgil e Uil, come gli ammortizzatori sociali con le tutele estese a tutti i lavoratori, anche ai discontinui; il decreto sulla sicurezza nei luoghi di lavoro con norme più severe per i datori di lavoro e più personale per gli ispettorati del lavoro. I fondi per la non autosufficienza, l’accordo con tutti i sindacati per le linee guida dello smart working nel settore privato. In cima si porrà l’inizio del percorso della riforma della previdenza. I sindacati non vogliono essere solo consultati ma decidere assieme al Governo. Una aspirazione che Draghi potrebbe cogliere. Finora il presidente del consiglio è rimasto in silenzio non ha commentato la giravolta dei partiti sul mancato accordo sul taglio Irpef per ì redditi sopra i 75 mila euro, e non ha replicato direttamente alla decisione di Cgil e Uil di scioperare. Tuttavia se prenderà terreno l’ipotesi di un nuovo accordo non lascerà cadere l’opportunità.

I partiti, inoltre per favorire un nuovo dialogo, in Aula durante l’approvazione della legge di Bilancio per messa a punto del taglio Irpef e Irap, potranno apportare variazioni alle cifre e riformulare l’entità e l’indirizzo dei tagli.

Confindustria critica

Bordate polemiche arrivano dal presidente degli industriali Carlo Bonomi che osserva: “Probabilmente, il leader della Cgil non ha ascoltato quello che Confindustria sta dicendo da mesi. Più che dichiararlo noi che vogliamo mettere più soldi nelle tasche degli italiani… Mi sembra veramente che si voglia cercare la polemica, e francamente non ci interessa”. Quanto allo sciopero le critiche sono dure. “Gli italiani tutto chiedono tranne che andare in piazza. Non è questa la strada giusta”, commenta Bonomi, “Si ritiene ancora che il ricatto dello sciopero sia un mezzo per ottenere quello che uno chiede, un mezzo che porta a rifiutare ogni confronto con il resto del mondo del lavoro, e poi ci si lamenta. In questa Italia le soluzioni si trovano insieme, non scioperando”. Infine per il leader di Confindustria, “bisogna mettere al centro le persone non evocare lo spettro di una lotta di classe servi-padroni”.

Tutto appare in movimento per disinnescare lo sciopero, e nel contempo tutti appaiono un po’ impotenti e isolati.

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