martedì, 25 Gennaio, 2022
Politica

Imperialismi del terzo millennio. Strategia Usa-Ue di contenimento

Nei rapporti con Russia e , soprattutto, Cina, non serve evocare una “guerra fredda” .Occorre una nuova teoria strategica che esamini i disegni ambiziosi perseguiti da Mosca e Pechino perseguiti negli ultimi 15 anni, mentre gli Usa arretravano da tanti scacchieri e l’Europa continuava a non avere alcuna politica  estera.

La ritrovata sintonia tra Usa ed Europa , con l’asse portante della Nato è un’ottima notizia. Altri 4 anni di continuità con la inconsistente  linea di Trump avrebbero  ridotto l’Occidente all’ombra di se stesso. Per fortuna con Biden la musica è cambiata. Ma ora bisogna dare una bussola precisa al nuovo asse. Il mondo libero, come lo si chiamava una volta, vuol contrapporre  a Russia e Cina non tanto e non solo la sua potenza militare ed economica quanto i suoi valori, la libertà , la democrazia, i diritti della persona. E’ una sfida epocale che ci obbliga intanto ad essere coerenti e difendere quei principi in casa nostra: via ogni forma di intolleranza, di populismo demagogico con derive autoritarie.

Ma la contrapposizione tra democrazie libere e autocrazie  non è solo una questione di buoni sentimenti.

 

Politiche aggressive delle dittature

Le dittature perseguono sempre una politica aggressiva, proprio perchè devono dare una giustificazione alla violenza che esercitano sui loro popoli: coltivano sentimenti nazionalisti, di supremazia che portano all’espansionismo e alla tentazione di dominare il mondo.

Di fronte a queste politiche  serve un’azione  di contrasto e contenimento. Bisognerebbe rileggere e riaggiornare la dottrina  di George Frost Kennan, il diplomatico che pose il problema di creare un argine alla diffusione del comunismo. Le sue idee furono in parte travisate e utilizzate impropriamente per giustificare perfino la tragedia della Guerra in VietNam.

Nuova strategia di contenimento

Oggi è necessaria una strategia di contenimento non certo del comunismo economicamente fallito, ma delle mire espansionistiche di regimi autoritari che si sviluppano sia con azioni militari sia con tecniche di soft power.

La Russia utilizza  iniziative militari, con armi e computer: mette lo zampino in aree geografiche cruciali, anche con l’uso di mercenari,  applica la politica del fatto compiuto come  è avvenuto con l’annessione illegale della Crimea, prova a condizionare le elezioni in altri Paesi e lascia che i suoi hacker sabotino sistemi vitali come oleodotti di Stati sovrani.

La Cina  ha scelto il soft power per estendere con astuzia la propria sfera di influenza: crea alleanze economiche finalizzate al controllo dei traffici commerciali, investe in aziende strategiche di economie forti, controlla Paesi in via di sviluppo pieni di materie prime essenziali per le nuove tecnologie, diventa leader in settori d’avanguardia come è successo con il 5G. Ma non smette di riarmarsi e di minacciare le aree geografiche a lei vicine.

Integrazione USA-EU Contro l’imperialismo del Terzo millennio

Se Usa ed Europa se ne stanno con le mani in mano fra poco Mosca e Pechino avranno il potere di condizionare in modo vitale le loro scelte e di imporre le loro regole. Tipico dell’imperialismo versione terzo millennio. Ciò che serve è un’unità più profonda tra gli Usa e l’Unione europea che coinvolga le loro economie. Se si riuscisse ad integrare il mercato  europeo e quello americano avremmo un’area comune di 800 milioni di persone  in grado di poter sviluppare le migliori tecnologie e competere economicamente con il gigante cinese in maniera straordinaria ed efficace. Ma di questo ci occuperemo in un altro articolo

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