mercoledì, 18 Maggio, 2022
Ambiente

Oggi la Giornata mondiale contro la “Desertificazione”. Le misure del Pnrr

Stagioni sempre meno piovose e consumi di acqua che salgono. Un bene sempre più a rischio con problemi sempre più sottovalutati. Per questo ogni anno il 17 giugno, indetta dalle Nazioni Unite, si celebra la Giornata Mondiale per la lotta contro la desertificazione.

Appuntamento istituito nel 1995 per sensibilizzare l’opinione pubblica in materia di cooperazione internazionale per combattere la desertificazione e gli effetti della siccità. Quest’anno tuttavia si discuterà anche delle misure di contrasto, con i progetti contenuti nel Piano nazionale di Rinascita che prevede fondi per la sistemazione e tutela eco ambientale.

La desertificazione spesso deriva dalla siccità e dalla carenza di acqua, ma le cause più significative sono rappresentate dalle attività  umane: le coltivazioni intensive che esauriscono il suolo. La gestione scorretta delle risorse idriche; il sovrapascolamento del bestiame che elimina la vegetazione; l’abbattimento degli alberi, che trattengono il manto superficiale del terreno.

 

Crescono carestie e povertà

Le conseguenze della degradazione del suolo si riflettono sia sull’ecosistema che direttamente sulle condizioni di vita umana, per esempio accrescendo l’incidenza di povertà, carestie, esodi migratori, tensioni politiche, economiche e sociali. Anche l’Italia è stata inclusa nei paesi potenzialmente soggetti a fenomeni di desertificazione, tanto che il tema è pienamente trattato nella Strategia nazionale di adattamento al cambiamento climatico in via di completamento.

Il tema proposto quest’anno dal Segretariato della Convenzione delle Nazioni Unite per la lotta alla desertificazione (UNCCD) è “Restauro. Territorio. Recupero. Ricostruiamo meglio con un terreno sano”, con un focus sul recupero dei suoli degradati.

Il degrado dei suoli ha varie ragioni: perdita di superficie, impermeabilizzazione, deforestazione, incendi, pascolo e agricoltura intensiva, erosione, salinizzazione delle falde, contaminazione, aridità del clima. Il risultato finale è la riduzione dello strato superficiale del suolo, con la perdita di sostanza organica e quindi di capacità produttiva, fino ad arrivare all’estremo degrado della desertificazione.

In Italia, il contrasto al degrado del suolo e la protezione della terra dalle minacce causate da cambiamenti climatici e sfruttamento delle risorse naturali rappresentano un obiettivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Questo prevede investimenti per centinaia di milioni di euro per la valorizzazione del verde urbano, contenimento del consumo del suolo e ripristino dei suoli utili. È prevista inoltre la piantumazione di quasi 7 milioni di alberi nei prossimi tre anni.

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