domenica, 22 Settembre 2019
Politica

C’è il Governo

Dopo il via libera al nuovo governo dei militanti pentastellati, Conte, che ha definito con i tre partiti alleati la fisionomia del programma, è salito al Quirinale per sciogliere la riserva con la quale aveva accettato l’incarico per sottoporre al Capo dello Stato la lista dei Ministri.

Ed è proprio sulla fisionomia di questa lista che si è continuato a discutere negli incontri a Palazzo Chigi ed è in relazione a questo nodo che si è protratto l’incontro fra il Presidente incaricato e il Presidente della Repubblica.

Ci è sembrato, anche nei giorni scorsi, inutile e deviante imbarcarci anche noi nel gioco delle previsioni sui nomi dei Ministri, mentre le uniche cose che erano state certe erano nella decisione del Pd di escludere dalle sue proposte tutti coloro che avevano avuto incarichi ministeriali nei governi guidati dal partito, e cioè Letta, Renzi e Gentiloni. Unica eccezione per Franceschini, che diventa così il punto di riferimento per la pattuglia dei democratici.

Sui 29 punti di programma, per non esprimere giudizi avventati, occorrerà attendere le dichiarazioni del Presidente del Consiglio al Parlamento: si può però fin d’ora dire che è presente un saldo ancoraggio alle politiche europee e allo spazio atlantico, corroborato dall’attesa di misure innovative della nuova Commissione Europea per la revisione del Trattato di Dublino che ha disciplinato finora i fenomeni migratori.

Per Conte e la sua maggioranza è intanto importante registrare un’apertura di credito dei mercati, come testimonia l’andamento dello spread sceso a quota 150.

Se i mercati aprono in maniera così sensibile al nuovo esecutivo, non altrettanto può dirsi per l’area che comprende al Senato, fra gli altri, i seguaci di Emma Bonino, SVP, i Senatori a vita e lo stesso Casini già dissidente.

È un’area piccola, dove per ora dominano attese e scetticismo ma decisiva per garantire la solidità della maggioranza a Palazzo Madama.

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