domenica, 16 Febbraio, 2020
Politica

Un Consiglio di Gabinetto a Conte

Nelle trattative per raggiungere un accordo per la nuova maggioranza, c’è stato un duro scontro sulla vicepresidenza del Consiglio di ministri. Si è discusso se nominarne uno, due e chi.

La disputa non è delle migliori perché attiene più ad una questione personale e di prestigio che ad un ruolo reale.

Il Vicepresidente del Consiglio nella realtà non ha un ruolo importante se non quello di sostituire il Presidente in caso di assenza o di temporaneo impedimento. Insomma un supplente.

Nel Consiglio dei Ministri ha più poteri il Sottosegretario alla presidenza del Consiglio che il vicepresidente. In fatti il Sottosegretario alla Presidenza è il segretario del Consiglio dei Ministri, cura la verbalizzazione e la conservazione del registro delle deliberazioni. Insomma è la persona che organizza le riunioni del Consiglio dei Ministri convocato dal Presidente, vede tutte le carte e i documenti, prende appunti, annota le diverse opinioni sui provvedimenti esaminati e votati, fa il collettore delle varie richieste di modifica e, in fondo è il depositario di tutto ciò che viene detto nelle riunioni del Governo.

Perché intestardirsi dunque sulla richiesta di una vicepresidenza del Consiglio?

In realtà c’è un altro organismo previsto dalla legge di riforma della Presidenza del consiglio (l. 400 1988) che è andato da tempo nel dimenticatoio e che sarebbe il caso di rinverdire.

Si tratta del Consiglio di Gabinetto.
La legge lo prevede espressamente (art. 6 comma 1) e lo descrive come un Comitato che coadiuva il Presidente del Consiglio nello svolgimento delle sue funzioni.

Durante i Governi della Prima Repubblica il Consiglio di Gabinetto era spesso usato come una sorta di Direttorio politico in cui erano presenti le figure più autorevoli dei singoli partiti facenti parte della coalizione.

In un governo formato da due partiti, Pd e 5S, il Consiglio di Gabinetto potrebbe avere un ruolo sia politico che operativo. In esso potrebbero entrare in forma paritetica i ministri con maggior peso politico di ciascuno dei partiti e con gli incarichi più importanti. Ad esempio potrebbero farne parte i Ministri dell’Economia, dell’Interno, della Difesa, dello Sviluppo economico, delle Infrastrutture e della Giustizia.

Il Consiglio di Gabinetto così composto assicurerebbe ad entrambi i partiti di maggioranza di poter avere parità di accesso rapido a tutte problematiche rilevanti che il Governo intende affrontare, di poter discutere preliminarmente le questioni strategiche del Governo in una sede istituzionale ma non deliberante in modo da evitare polemiche dovute a mancanza di comunicazione o a blitz di questa o quella parte. Il Presidente del Consiglio potrebbe trarne un grande vantaggio avendo la possibilità di tastare il polso continuamente alla sua maggioranza attraverso i suoi rappresentanti più rilevanti, e di avere un controllo diretto di tutte le iniziative dei ministeri già importanti.

In somma un Consiglio di Gabinetto è un buon consiglio per Giuseppe Conte.

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