domenica, 22 Settembre 2019
Articoli del Giorno Politica

Governo di svolta

Governo politico di svolta, con discontinuità sulla squadra di governo e sul programma, è quanto chiede il segretario del Pd, Nicola Zingaretti.

Che  significa tutto questo per il SI al matrimonio Cinque stelle Pd, di lunga durata (fino a scadenza naturale della legislatura)?

In primis che nel Movimento ci si dimentichi del Conte bis.

Con la sua arringa al senato il presidente del consiglio Conte non è più compatibile a rivestite un incarico imparziale, super partes. Evidenti  motivi di opportunità politica. Non sarebbe possibile un rapporto sincero, aperto, leale, trasparente, di alta collaborazione per tutta la Lega, Salvini in testa.

Il Movimento Cinque Stelle, sicuramente, per uscire dall’impasse, credo non avrà difficoltà a proporre al presidente della Repubblica una terna, ripeto UNA TERNA di nomi come presidente del Consiglio.

Il segretario Zingaretti ha proposto discontinuità politica, quindi un nuovo presidente del Consiglio.

Analogamente, come per il presidente del consiglio uscente, Giuseppe Conte, la discontinuità dovrebbe riguardare anche tutti i ministri del Movimento.

Davide Casaleggio, nella telefonata con Zingaretti si è raccomandato di “NON MORTIFICARE LUIGI DI MAIO”.

Ma anche lui dovrà ridimensionare i suoi impegni (quattro incarichi), salvandone i più importanti e cioè Segretario del partito e vice presidente del Consiglio. I due ministeri saranno rinegoziati, insieme a tutti gli altri spettanti con facce nuove per le quali il movimento non dovrebbe avere problemi (persone preparate e con il senso dello Stato e fedeli al giuramento che faranno.

Quindi caro Luigi Di Maio devi tirar fuori dal cilindro UNA POTENZIALE  SQUADRA DI GOVERNO NUOVA DI ZECCA, che dia onore e fiducia. Sarebbe bene prepararne due squadre di governo a livello numerico – la prudenza non è mai troppo – vice ministri e segretari di Stato compresi.

Anche gli attuali ministri in carica, indirettamente o di riflesso, dopo l’arringa del presidente del consiglio Conte, si ritrovano con  la loro immagine offuscata e non sarebbero nelle condizioni di continuare ad assolvere con serenità ed imparzialità il loro ruolo istituzionale.

Conte e Salvini hanno fatto morire “SANSONE CON TUTTI I FILISTEI”.

Il presidente del Consiglio Conte, al pari di Salvini, con metodi diversi, ha agito e reagito tardivamente alle intemperanze e scorrettezze varie e reiterate del vice ministro Salvini. Ne è rimasta compromessa tutta la linea gerarchica. Solo una lista di ministri nuova di zecca potrà ridare fiducia di continuità e rispetto tra tutti i parlamentari dell’arco costituzionale ed oltre nei rapporti esterni.

Sbagliare è umano, perseverare è diabolico.

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