domenica, 5 Dicembre, 2021
Politica

Sala e la scelta verde, unica novità politica

Enrico Letta diventa domani segretario del Pd, Zingaretti ha stretto nel Lazio l’alleanza di governo regionale con i 5 Stelle e Giuseppe Sala ha scelto i Verdi europei come sua area di riferimento.

Di queste 3 notizie che provengono dalla zona politica del centrosinistra quella più significativa è certamente la scelta del Sindaco di Milano.

Collaborazione organica Pd-5 Stelle

 Zingaretti per due volte – come ha sempre ricordato, vantandosene- aveva sconfitto i 5 Stelle. Dopo l’esperienza del governo Conte 2 , che gli fu imposta, è convinto che il Movimento fondato da Grillo non è più quello di una volta e può essere non solo un compagno di strada occasionale ma un alleato strategico.

Se fosse ancora alla guida del Pd molti vedrebbero nella decisione di imbarcare i 5 Stelle nella giunta del Lazio un chiaro indirizzo politico generale per il PD: una strada che secondo vari esponenti di punta del partito fa perdere voti e sembra addirittura suicida, con l’avvento di Conte alla guida dei grillini.

Ma Zingaretti ha lasciato il testimone ad Enrico Letta, che è di altra scuola e difficilmente seguirà una linea di alleanza a qualsiasi costo con i 5 Stelle.

Andare oltre Pd

Di formazione cattolico-popolare Letta ha una solida impostazione europeista, un’attenzione per il mondo della produzione, lontano mille miglia dal populismo e da una forma di anticapitalismo nostalgico e confusionario che ancora circola nelle vene dei 5 Stelle. Dove porterà il Pd è presto per dirlo. Riaprirà le porte a Bersani suo vecchio amico, ricucirà con chi fu costretto da Renzi ad andarsene. Si aspetterà lealtà dagli amici di Renzi rimasti nel partito. Ma tutto questo non basterà a salvare il Pd dal declino. Dovrà scegliere: arrovellarsi per salvare il salvabile di questa sinistra stanca e autoreferenziale o aprire una fase rivoluzionaria andando oltre il Pd. Letta dovrebbe dar vita ad un movimento senza steccati capace di riprendere il dialogo sia con la società che produce che con quella degli svantaggiati ed emarginati abbandonando l’armamentario, il lessico e i simboli di un Pd che comunque porta gravi responsabilità essendo stato, dal 2007- anno di fondazione- per 10 anni al governo e per 4 all’opposizione.

Alleanza ambientalista

Giuseppe Sala va con i Verdi europei operando una netta scelta di campo in favore del moderno ambientalismo. L’Italia è il Paese europeo in cui i Verdi hanno la percentuale elettorale più bassa ( 2,2%) dopo lo 0,9% della Grecia. In Germania sono il secondo partito con il 22%, (Cdu-Csu hanno il 28%). In Irlanda (15%) e Austria (12,4%) sono al governo, in forte crescita in Finlandia (16%), Belgio(15%), Francia (13,5%), Danimarca (13,2%), Svezia (11,4%), Olanda (10,9%) Spagna e Portogallo (10%).

L’onda verde deve trovare anche in Italia un’espressione politica forte, ancorata all’idea dello sviluppo sostenibile e ai principi ricordati dall’enciclica “Laudato si’ di Papa Francesco.

Per questo motivo la scelta di Sala potrebbe aprire la strada per una nuova grande alleanza ambientalista, senza ideologie ma piena di valori. Un movimento capace di sensibilizzare soprattutto i giovani eredi del mondo che lasceremo loro e di orientare lo sviluppo economico e sociale a partire da subito , dalla progettazione e realizzazione del Piano di ripresa italiano in sintonia con il Next Generation Eu.

Il nostro giornale guarda con molta attenzione l’iniziativa del Sindaco di Milano e si augura che possa riprendere e rilanciare le tematiche che La Discussione ha proposto in un convegno a Saint Vincent nell’ottobre del 2020, auspicando un’alleanza tra il monco cattolico popolare, quello ambientalista e quello liberaldemocratico.

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