venerdì, 3 Luglio, 2020
Politica

Taglio dei Parlamentari senza referendum e nuova legge elettorale. Lunga vita al Governo Conte

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Il nuovo anno è iniziato all’insegna di tattiche politiche che possono avere conseguenze indirette sulla durata del Governo.

Il referendum confermativo sulla modifica costituzionale, che riduce i parlamentari da 945 a 600, potrebbe non tenersi perchè, all’improvviso, sono state ritirate alcune delle 64 firme necessarie. Se il referendum confermativo non si terrà, il taglio dei parlamentari entrerà subito in vigore e questo significherà che 345, tra deputati e senatori, non saranno comunque rieletti.

Ma con quale legge elettorale? Il Rosatellum attuale non piace più a nessuno. La Lega ha proposto un referendum per togliere la quota proporzionale: con l’ampio consenso di cui gode, Salvini potrebbe insieme al 10% di Fratelli d’Italia far man bassa in molti collegi uninominali e conquistare la maggioranza assoluta dei seggi.

Ma Pd e 5Stelle hanno trovato un accordo che va in senso opposto ai desideri della Lega. Invece di cancellare la quota proporzionale il testo della maggioranza elimina la quota maggioritaria. Il disegno di legge depositato dal Presidente della Commissione Affari Costituzionali della Camera Giuseppe Brescia cancellando la quota maggioritaria, porta ad un sistema proporzionale con sbarramento al 5% per eleggere in 63 collegi 386 deputati e 195 senatori. Chi non supera questa soglia, ma ottiene il quoziente in 3 delle 28 circoscrizioni in 2 regioni, entra in Parlamento con 2 seggi.

L’intesa tra Pd e 5 Stelle c’è, manca quello di Liberi e Uguali, qualche perplessità residua da parte dei renziani.

E adesso che succede?

La maggioranza avvia l’iter parlamentare della nuova legge elettorale e deve arrivare ad un’approvazione, almeno in un ramo del Parlamento, il prima possibile per svuotare di contenuto il referendum della Lega che va nella direzione opposta. Di fatto i cittadini verrebbero chiamati a dire Si o No a parti di una legge elettorale che ormai non c’è più e questo avrebbe poco senso.

Ma la vera portata del mancato referendum sul taglio dei parlamentari e della nuova legge elettorale riguarda il Conte-2 che vede allungarsi la vita. Infatti, una crisi di Governo porterebbe subito ad elezioni anticipate e 345 parlamentari dovrebbero dire addio al seggio in Camera e Senato con largo anticipo rispetto alla scadenza del 2023. È ragionevole pensare che non ne abbiano alcuna voglia e che faranno di tutto per arrivare a fine legislatura.

La strategia di Salvini di aprire le porte ai 5 Stelle delusi perde così ogni appeal.  Fino a ieri il leader leghista poteva dire: venite da me e vi prometto la rielezione perchè se si fa la crisi subito e si tiene il referendum sul taglio ai parlamentari andiamo a votare con le vecchie regole per eleggere sempre 945 deputati e senatori, e siccome io vinco c’è posto per tutti. Ma se il taglio dei parlamentari entra subito in vigore e la legge elettorale sarà più proporzionale Salvini dovrà impegnarsi per garantire la rielezione ai suoi attuali deputati e senatori e non avrà margini per offrire seggi ai 5 Stelle in fuga.

Quindi, anche chi tra i 5 Stelle vorrebbe abbandonare Di Maio oggi comunque deve assicurare la continuità della legislatura se non vuol correre il rischio di perdere tre anni di presenza in Parlamento con l’alta probabilità di non essere rieletto.

Insomma questo scenario è una polizza vita per il Governo che può andare avanti per i prossimi 3 anni. A meno che l’uso della ragione sia un optional da quelle parti…

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