mercoledì, 1 Aprile, 2020
Esteri

NATO: 130 miliardi di dollari, ma è davvero necessaria

La Nato compie 70 anni. Qualche giorno fa si è tenuto a Londra un summit celebrativo di due giorni per i 70 anni della Nato. Mai nella storia dell’alleanza ci si era trovati di fronte ad una situazione così complessa. I leader sono infatti alle prese con una serie di divergenze e contrasti che rischiano di compromettere le basi del patto. Le incertezze sono infatti numerose; tra i vari dubbi ci sono quelli avanzati dal Presidente Trump sull’utilità o meno dell’alleanza stessa ed i continui contatti tra Turchia e Russia.

Donald Trump

Trump ha più volte minacciato di ridurre le risorse messe a disposizione dagli USA se gli altri Paesi non aumenteranno lo stanziamento per l’alleanza, accusandoli di essere “giocatori liberi” non disposti a finanziare sufficientemente le garanzie di difesa e sicurezza. Già l’anno scorso nella riunione a Bruxelles il Presidente Trump aveva avuto un approccio rigido nei confronti degli alleati tale da lasciare molti dubbi sulla possibilità di un futuro per la coalizione. Diversamente nell’incontro tra i leader a Londra, il Presidente americano è sembrato voler difendere l’alleanza, dichiarando che “la NATO ha un grande scopo” e ritenendo offensive le recenti osservazioni del Presidente francese Emmanuel Macron in quanto critiche nei confronti della NATO.

In una recente intervista con The Economist, Macron non ha avuto remore a definire l’alleanza in uno stato di “morte cerebrale” provocando una serie di critiche e disappunti, altresì un insolito rimprovero da parte del cancelliere tedesco Angela Merkel. I dissensi sono stati diversi, anche se Macron, non allontanandosi dalla sua iniziale posizione critica, ha cercato di spiegare la sua dichiarazione soffermandosi sul fatto che la NATO dovrebbe dedicare più tempo a discutere di strategia e natura evolutiva della guerra, invece che occuparsi di argomenti quali oneri e deficit di bilancio. Macron ha anche espresso la volontà di ripristinare le relazioni con la Russia, cosa che ha molto preoccupato gli stati dell’ex satellite sovietico, memori di quanto accaduto durante la Guerra Fredda. Infine, lo stesso, è stato anche critico nei confronti della Turchia per la sua “posizione ambigua” sui combattenti dell’ISIS.

La NATO è stata considerata, inoltre, come  reliquia della guerra fredda” sopravvissuta a lungo al suo scopo ma senza riuscire a scoraggiare l’aggressione russa. Sulla base delle dichiarazioni del segretario generale della NATO Jens Stoltenberg è emerso, tuttavia, che negli ultimi anni la spesa della NATO è aumentata a ben 130 miliardi di dollari. I Paesi della NATO stanno, inoltre, lavorando per contrastare le azioni russe nella zona grigia (un’area contesa a metà strada tra state craft e guerra aperta), in particolare contrastando la disinformazione e la propaganda russa. L’inserimento della Cina tra gli argomenti del summit Nato in programma a Londra segnala anche l’attenzione americana nei confronti di Pechino, ritenuta da Washington “una minaccia globale”. Le discussioni sulla sfida strategica posta dalla concorrenza con la Cina dovrebbero dominare le discussioni tra i leader mondiali durante gli incontri.

Un altro ospite impopolare all’incontro è stato il leader turco Recep Tayyip Erdogan, che ha condotto il suo paese in un rapporto molto più stretto con la Russia di Vladimir Putin. La Turchia ha rifiutato di appoggiare un piano di difesa con gli Stati baltici e la Polonia, mentre Ankara ha sfidato la mancanza di assistenza dei paesi occidentali nel suo conflitto in corso con le Unità di protezione del popolo curdo (noto come YPG) in Siria, uno dei principali avversari della Turchia. Inoltre, la Turchia ha acquistato un sistema missilistico S-400 dalla Russia nonostante le obiezioni degli Stati Uniti e di molti paesi della NATO. In risposta, la Turchia è stata rimossa dal programma F-35 della NATO, mettendo ulteriormente a dura prova le relazioni già instabili. Mosca ha usato con successo Ankara come pedina geostrategica mentre lavora sottilmente per raggiungere uno dei suoi obiettivi generali: intensificare la disunione all’interno della NATO e indurre l’Europa e l’Occidente a dedicare risorse ed energia aggiuntive alla riparazione delle fessure interne all’alleanza.

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