venerdì, 3 Aprile, 2020
Attualità

Cooperative sociali risorsa per l’Italia

Le cooperative sociali di tipo B aderenti a Confcooperative Federsolidarietà si sono riunite nei giorni scorsi a Roma per dimostrare con i fatti, più che con le parole, il diritto ad un ruolo di primo piano nel contesto economico e sociale del nostro paese. Si tratta, infatti, di poco più di 2mila imprese che negli ultimi 10 anni hanno investito 1 miliardo e dato lavoro a 60 mila persone, di cui 28mila alle prese con qualche forma di disagio (fisico, psichico, socio economico); creando occupazione stabile (il 70% delle assunzioni è a tempo indeterminato).

La cooperazione sociale è un modello italiano presa che si è diffuso poi in tutto il mondo, una tipologia di impresa nata sul finire degli anni ’70 del secolo scorso riconosciuta dalla legge 381 nel 1991. Le 2.050 cooperative sociali di tipo b aderenti a Confcooperative Federsolidarietà hanno prodotto lo scorso anno un fatturato aggregato di 1,8 miliardi; oltre la metà, il 53%, proveniente da clienti privati. Nelle loro attività coinvolgono 50.800 soci, l’8,5% è under 30 e il 5% sono migranti provenienti da Paesi extra U.E.

Dei 60mila occupati, 10mila sono disabili fisici e psichici, 18mila vivono in uno stato di svantaggio sociale o lavorativo (disoccupati di lungo periodo, famiglie monogenitoriali, giovani in cerca di prima occupazione). Il 70% degli occupati è dipendente con contratto a tempo indeterminato, il 50% è donna, il 10% è un migrante proveniente da Paesi extra Ue.

L’80% delle aderenti è attivo nei servizi, il 12% nell’industria e costruzioni e il restante 8% in agricoltura. Il peso economico e occupazionale è, comunque, più accentuato nell’ambito dei servizi, rispettivamente con l’89% del fatturato aggregato e con il 90% dell’occupazione totale generata nel 2018 dalle cooperative sociali di tipo B aderenti attive. “Le cooperative sociali negli ultimi anni hanno puntato su filiere innovative che permettono di coniugare l’inserimento lavorativo con la capacità di confrontarsi sul mercato – sottolinea il presidente di Confcooperative Federsolidarietà, Stefano Granata. Hanno puntato su mercati emergenti, votati alla valorizzazione del capitale umano e delle comunità, alla possibilità dei giovani di investire sul proprio futuro promuovendo innovazione sociale ed economica investendo in settori dinamici”. Inoltre cresce il numero delle cooperative sociali di inserimento lavorativo di nuova costituzione che gestiscono beni e terreni confiscati alla criminalità organizzata attive nell’agricoltura e del turismo sociale.

Articoli correlati

Una marcia contro la fuga dei giovani dal Sud

Carmine Alboretti

Nel primo quadrimestre crescono contratti a tempo indeterminato

Redazione

Il reddito di cittadinanza come incentivo per l’occupazione

Giovanni Di Corrado

Lascia un commento

Questo sito web utilizza i cookies per migliorare l'esperienza di navigazione. Se continui ad utilizzare il sito ne assumiamo che tu sia concorde. Accetta Maggiori Informazioni