Per la prima volta dal 2021 il numero delle vittime della strada in Italia scende sotto la soglia delle 3mila, ma il calo dei decessi non basta a descrivere un quadro in netto miglioramento.
Nel 2025 gli incidenti con lesioni sono tornati infatti ad aumentare insieme ai feriti, mentre sono restati elevati i rischi per i giovani e per gli utenti più vulnerabili della strada. È questa la fotografia contenuta nel rapporto Aci-Istat sull’incidentalità stradale.
Lo scorso anno sulle strade italiane si sono contati 177.207 incidenti con lesioni, 2.868 morti e 237.822 feriti. Rispetto al 2024 le vittime sono diminuite del 5,3%, mentre gli incidenti sono cresciuti del 2,2% e i feriti dell’1,7%. Anche il tasso di mortalità è migliorato, passando da 51,4 a 48,7 decessi ogni milione di abitanti.
Il dato resta però distante dagli obiettivi europei fissati per il 2030: rispetto al 2019 la riduzione delle vittime ha raggiunto il 9,6%, una percentuale insufficiente per seguire la traiettoria necessaria al dimezzamento dei morti entro la fine del decennio.
Il costo economico continua a pesare in modo rilevante. Gli incidenti con lesioni producono un impatto sociale superiore ai 18 miliardi di euro, pari a circa l’1% del Pil. Sommando anche i sinistri con soli danni materiali il conto sale a circa 22,6 miliardi.
I giovani
Il rapporto ha evidenziato una crescita della vulnerabilità tra le fasce più giovani. Gli incrementi più consistenti delle vittime hanno riguardato i bambini tra 0 e 4 anni, passati da 8 a 14 decessi (+75%), e i ragazzi di 18 e 19 anni, saliti da 78 a 87 (+11,5%).
Preoccupa anche l’aumento dei minori fino a 14 anni morti entro trenta giorni dall’incidente, che passano da 29 a 33. Tra i feriti è cresciuta soprattutto la fascia tra i 15 e i 29 anni (+4,8%), mentre rispetto al 2019 sono aumentate le vittime tra i ragazzi di 15-17 anni e tra gli adulti di 55-69 anni. I tassi di mortalità più elevati hanno invece interessato gli anziani tra 85 e 89 anni e i giovani tra 20 e 24 anni.
Cambiano anche le categorie maggiormente esposte. Le vittime sono aumentate tra ciclisti, utilizzatori di biciclette elettriche, monopattini e occupanti di autocarri.
I ciclisti deceduti sono salitia 198 (+20%), gli utenti di e-bike sono arrivati a 30 (+50%) e quelli dei monopattini a 25 (+8,7%). Nel complesso mobilità attiva e micromobilità hanno fatto registrare 253 vittime, il 21,6% in più rispetto all’anno precedente. Sono diminuiti invece i morti tra automobilisti, motociclisti, ciclomotoristi e pedoni.
Territori
Quasi tre incidenti su quattro sono avvenuti sulle strade urbane, ma quasi la metà delle vittime si è concentrata sulle arterie extraurbane, dove il rischio di mortalità resta nettamente superiore, con 3,6 decessi ogni cento incidenti contro lo 0,9 delle strade cittadine.
Nel 2025 le vittime sono diminuite sia sulle strade urbane (-7,1%) sia su quelle extraurbane (-4,9%), mentre sulle autostrade si registra un lieve aumento (+0,8%).
La distribuzione geografica ha confermato forti differenze regionali. Tredici regioni hanno presentato un tasso di mortalità superiore alla media nazionale di 4,9 decessi ogni 100mila abitanti. La Basilicata ha guidato la graduatoria con 7,4, davanti alla Valle d’Aosta (7,3), mentre la Lombardia ha registrato il valore più basso tra le grandi regioni con 3,5. Nei grandi comuni le vittime sono aumentateleggermente, passando da 345 a 348, in controtendenza rispetto al dato nazionale.
L’analisi delle cause ha confermato che il fattore umano continua a incidere in misura decisiva. La guida distratta ha rappresentatola prima causa di incidente con oltre 35mila casi, seguita dal mancato rispetto della precedenza o del semaforo, dalla velocità troppo elevata e dalle manovre irregolari.
Questi quattro comportamenti spiegano il 43,1% degli incidenti rilevati. Tra i sinistri esaminati da Polizia Stradale e Carabinieri il 7,7% risulta collegato all’alcol e il 3,8% alle droghe, con quest’ultimo valore in crescita rispetto all’anno precedente.
Sul fronte dei controlli sono diminuite complessivamente le sanzioni, ma sono aumentate quelle rivolte ai conducenti di monopattini, che hanno superato quota 24mila dopo l’entrata in vigore delle modifiche al Codice della strada.
Numerose anche le multe per uso improprio dello smartphone alla guida, mentre quelle per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti sono aumentata del 47,1%.





