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“Ultimo”, cantautore romano, accolto da 250 mila giovani ‘in delirio da stadio’, sotto il sole cocente di Tor Vergata, periferia della Capitale

La Capitale d’Italia ancora una volta, nel gestire “alla spartana” ed a pagamento i grandi eventi, evidenzia alcuni punti deboli e carenze organizzative, come lamenta quasi la metà dei suoi figli lasciata a piedi a notte fonda
venerdì, 10 Luglio 2026
2 minuti di lettura

E se “il gioco non vale la candela”?

Per qualche ora di spensieratezza, di allegria, di buona musica da condividere, lontano dai telegiornali di guerre, di terremoti e di altre drammatiche notizie, da più parti d’Italia sono affluiti nella Città Eterna giovani e anche meno giovani per ascoltare dal vivo, la voce del loro idolo del momento, il cantautore trentenne Niccolò Moriconi, in arte “Ultimo”. Qualche inconveniente di troppo, però, avrebbe vanificato e, forse, addirittura annientato il benessere psico-fisico di molti giovani.

A parte i disagi, sotto il sole, in piedi o sdraiati nell’immenso prato, al termine dello spettacoli, nella fase del deflusso, migliaia di giovani si sarebbero trovati quasi al buio e senza mezzi pubblici per fare rientro presso le loro abitazioni o negli alberghi. Disagi non propriamente messi in conto nella Città eterna, sul cui evento – secondo gli addetti ai lavori – gli studi organizzativi avrebbero avuto inizio già un anno prima, programmando tutto nei minimi dettagli.

La sicurezza non poteva non comprendere il deflusso pacifico e ordinato anche verso i mezzi di trasporto pubblico, di cui si è lamentata fortemente la inefficienza. In effetti l’afflusso verso la periferia della Città, nel quartiere di Tor Vergata, per il Concerto è avvenuto con congruo anticipo, con ogni tranquillità e con ogni mezzo possibile. Non altrettanto sembra si possa dire al termine dello spettacolo, come documentano “quelli del web”: al buio per raggiungere i pochi servizi ancora funzionanti, presi interamente d’assalto. Molti avrebbero raggiunto a piedi le loro mete, nel cuore della notte, stremati per aver dissipato tutte le loro energie durante il concerto, non di certo, in confortevoli poltrone.

Divertimento quanto mi costi?

La gente ha bisogno di distrarsi, di non pensare, almeno per mezza giornata, ai propri problemi quotidiani e neanche a quelli d’altri che – purtroppo – vengono imposti, in ogni istante, dai mezzi di comunicazione e di informazione. ‘Staccare la spina’ per qualche ora è diventata una esigenza primaria, quasi di sopravvivenza, per i martellanti eventi di cronaca: guerre, attentati, gente di tutte le età, specialmente adolescenti, che perdono la vita in incidenti stradali, che annegano, per imprudenza nei mari, nei laghi, nei fiumi, alla ricerca di un poco di refrigerio o precipitano nel vuoto in montagna per imperizia.

E Ultimo che arriva a fare il primo

Effettivamente è un giovane che sin da bambino si è avvicinato alla musica e al canto, coltivandone amore e passione ed i risultati non sono mancati. Spiccata è la sua capacità nell’unire testi classici e non che affascina un pubblico giovanile e non solo.

Si vocifera già che questo giovane cantautore romano, abbia superato – in presenze – tutti i suoi predecessori, veterani e non. Un maggior rispetto da parte degli organizzatori anche per i suoi ammiratori e ammiratrici sarebbe doveroso.

Se la cultura non paga la musica fa sognare

La musica non riempie la pancia, non disseta e non risolve neanche il più elementare problema giornaliero in seno alle famiglie; essa, però – stranamente – è portatrice di molteplici benefici, ad iniziare da quello ‘terapeutico’. E Ultimo, non a caso, ha voluto dedicare la sua anteprima musicale proprio alle persone in difficoltà, ai malati, ai diversamente abili. Tutto ciò non può che fargli onore. E poi – in fondo – la musica è cultura nella sua più nobile e ampia espressione e, spesso, le parole che l’accompagnano e la seguono ne sono maestre di vita che fanno breccia nei cuori dei giovani, i quali, però, hanno bisogno di altro, di un futuro non incerto, di fiducia nelle Istituzioni a tutti i livelli.

250 mila giovani assiepati sotto il sole di Tor Vergata

Certamente si avrebbe preferito non vedere giovani di ambo i sessi, a dorso nudo sotto il sole, in cerca di refrigerio, in attesa di ‘Ultimo’ che per ragioni di opportunità, arriva puntuale dal cielo. Sicuramente questi 250 mila giovani avrebbero meritato maggior rispetto, con un decoroso trattamento e qualche disagio in meno, specie sulla strada del ritorno a casa. Sembra che il primo cittadino ne abbia preso atto, in vista di questo scorcio di consiliatura, con tanti problemi in itinere.

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