0

Kiev, blitz anticorruzione nello staff di Zelensky: destituita la vicecapo dell’Ufficio presidenziale

Il Nabu indaga su un presunto gruppo criminale che coinvolgerebbe anche alti funzionari della presidenza. Intanto il Parlamento nomina Khmara alla Difesa. Fedorov sfida Zelensky: “La democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia”
giovedì, 20 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Il presidente ucraino ha destituito Iryna Mudra, vicecapo dell’Ufficio presidenziale, poche ore dopo l’avvio di un’operazione dell’Ufficio nazionale anticorruzione, il Nabu, arrivata fino ai vertici dell’amministrazione presidenziale. Il decreto non indica le ragioni della rimozione, ma gli investigatori avevano annunciato di aver individuato un’organizzazione criminale presumibilmente guidata da un parlamentare in carica e da un ex deputato e nella quale sarebbero coinvolti anche alti funzionari della presidenza.

Secondo il Kyiv Independent, il Nabu ha perquisito le abitazioni della stessa Mudra e del deputato Vadym Stolar. L’agenzia anticorruzione ha parlato di un’indagine per riciclaggio di denaro e ha annunciato ulteriori dettagli. Il caso si inserisce in una serie di inchieste che negli ultimi mesi hanno coinvolto anche esponenti del partito presidenziale Servitore del Popolo.

Protestano i sostenitori di Fedorov

Nelle stesse ore la Verkhovna Rada ha approvato con 312 voti la nomina di Yevhenii Khmara a ministro della Difesa, dopo che Zelensky lo aveva indicato come successore di Mykhailo Fedorov, destituito a luglio. Per l’approvazione erano necessari 226 voti. La decisione ha provocato nuove proteste a Kiev. I manifestanti riuniti nel Parco Mariinsky hanno accolto la nomina gridando “vergogna” e annunciato nuovi raduni quotidiani. Gli attivisti hanno precisato di nutrire “grande rispetto” per Khmara, ma sostengono che il ministero dovrebbe tornare a Fedorov. L’ex ministro ha nel frattempo aperto un fronte politico con Zelensky chiedendo elezioni anche durante la guerra. “La democrazia non può essere tenuta in ostaggio dalla Russia”, ha affermato, sollecitando un meccanismo legale e sicuro per ripristinare il processo elettorale in caso di conflitto prolungato. Il Parlamento ha invece confermato Andrii Sybiha agli Esteri con 266 voti. “Non c’è compito più importante che porre fine a questa guerra”, ha dichiarato il ministro.

Scambio di 206 prigionieri

Russia e Ucraina hanno intanto scambiato 103 prigionieri per parte. Tra gli ucraini liberati figurano militari che avevano combattuto a Mariupol e sui fronti meridionale e orientale. “Ricordiamo ogni uomo e ogni donna che rimane in prigionia”, ha detto Zelensky. Mosca ha riferito che i propri soldati sono stati trasferiti in Bielorussia per ricevere assistenza medica e psicologica. Gli Emirati Arabi Uniti hanno svolto ancora una volta un ruolo di mediazione. Gli scambi restano uno dei pochi risultati concreti dei contatti fra Mosca e Kiev. Secondo le autorità ucraine, nelle carceri russe si troverebbero ancora oltre 15 mila civili ucraini e circa 7 mila militari.

Raid su Kherson e raffinerie russe

Sul terreno, un drone russo ha colpito un minibus civile a Kherson, provocando quattro morti e almeno cinque feriti. Zelensky ha parlato di un “feroce safari russo” contro la popolazione della regione. Altri attacchi su Zaporizhzhia hanno causato due morti e dieci feriti. Kiev ha continuato parallelamente la campagna contro le infrastrutture energetiche russe. Una raffineria di Ufa, a oltre mille chilometri dal confine ucraino, è stata colpita da droni. A Mosca e nella regione circostante sono tornati i limiti agli acquisti di carburante: Gazprom Neft ha imposto tetti tra 40 e 60 litri a seconda degli impianti, Rosneft ha limitato la benzina a 30 litri per veicolo e Tatneft a 50. Il Cremlino minimizza però gli effetti: Putin ha assicurato che gli attacchi ucraini all’industria russa non hanno prodotto “gravi conseguenze”.

Nord Stream, arrestato un ucraino

Un nuovo sviluppo arriva anche dall’inchiesta sul sabotaggio dei gasdotti Nord Stream. La Procura federale tedesca ha annunciato l’arresto in Croazia del cittadino ucraino Vladimir Z., subacqueo di professione, sospettato di aver partecipato all’operazione che provocò le esplosioni del settembre 2022. È accusato, tra l’altro, di sabotaggio e distruzione di infrastrutture. In Russia, infine, l’Alto commissario Onu per i diritti umani Volker Türk si è detto “allarmato” per l’esclusione del partito d’opposizione Yabloko dalle elezioni parlamentari di settembre e per la condanna a oltre 11 anni del vicepresidente Lev Shlosberg per le sue posizioni contro la guerra. “Il dissenso pacifico non dovrebbe mai essere criminalizzato”, ha affermato Türk.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Ukraina – Stranieri amori alle soglie della guerra” di Gabriele Lanci

“Ukraina – Stranieri amori alle soglie della guerra”, edito dall’associazione…

“Save the Children”: 438 bambini morti a causa della guerra in Ucraina

Il report pubblicato da Save the Children, “Un pesante tributo:…