Il furto di dati del personale dell’FBI da parte dei ShinyHunters, uno dei gruppi hacker più noti e spregiudicati al mondo, si sta trasformando in una minaccia di portata molto più ampia di quanto inizialmente temuto. Oltre ai dettagli operativi su agenti impegnati contro spie cinesi, intelligence russa e cartelli della droga, i pirati informatici hanno sottratto cartelle mediche e valutazioni psichiatriche di dipendenti e candidati del Bureau, secondo documenti visionati da Reuters. Per gli esperti, il furto rappresenta un potenziale disastro di controspionaggio.
La preoccupazione degli esperti
Eric O’Neill, ex operativo dell’FBI, ha paragonato la gravità dell’intrusione all’attacco del 2015 contro l’Office of Personnel Management, che espose milioni di dossier sensibili. «Sarei scioccato se l’intelligence russa non stesse già bussando alla loro porta,» ha detto, sottolineando che informazioni mediche e psicologiche sono un tesoro per servizi segreti ostili.
I dettagli della violazione
Gli ShinyHunters hanno dichiarato di aver violato il sito FBIjobs.gov, sottraendo tra i 2 e i 3 terabyte di dati. Hanno poi condiviso con alcuni giornalisti una serie di file che includono analisi del sangue e delle urine, valutazioni di salute mentale, prescrizioni, referti clinici e risultati di elettrocardiogrammi. Reuters è riuscita a verificare parzialmente diversi documenti incrociando numeri di previdenza sociale, date di esami e profili professionali. Uno dei file descriveva un candidato che assumeva aspirina quotidianamente ed era allergico alla polvere e ai gatti; un altro riportava “sintomi di depressione” durante il liceo. Un terzo conteneva un ECG completo. La presenza di questi dati suggerisce che gli hacker abbiano avuto accesso a sistemi interni come FBI MedLink, che conserva le cartelle mediche del personale, e ai servizi di screening dei candidati.
Il Bureau ha dichiarato di stare “indagando aggressivamente” sulla violazione, senza commentare la natura dei documenti trafugati. Gli ShinyHunters, noti per esagerare la portata dei loro attacchi per ottenere denaro o visibilità, inizialmente avevano minacciato di trattenere i dati finché l’FBI non avesse ritirato un avviso pubblicato a maggio che li descriveva come manipolatori e ricattatori.





