Un numero massimo di studenti stranieri per classe, l’obbligo di imparare l’italiano per i genitori di alunni stranieri con gravi problemi di inserimento scolastico e il divieto di burqa e niqab nelle scuole. Giorgia Meloni ha annunciato ieri a ‘Fenix – Il tempo del coraggio’ un provvedimento che, ha assicurato, «sta per arrivare in Consiglio dei ministri. In Italia nessuno, in nome di una tradizione vera o presunta, può decidere che una giovane donna debba nascondersi», ha affermato il Presidente del Consiglio: «La parità tra uomo e donna non è negoziabile, né nelle strade né nelle scuole». Il Premier ha legato il tetto agli studenti stranieri al tema dell’integrazione. A suo giudizio, quando in una classe aumenta il numero dei bambini che non comprendono l’italiano, il rischio è l’emarginazione. Ha quindi sostenuto che chi arriva in Italia e intende costruire qui il proprio futuro debba conoscere la lingua e rispettare le regole.
Il discorso ha poi toccato il ruolo della scuola e il valore della valutazione. Meloni ha criticato un modello educativo che, a suo avviso, avrebbe confuso l’uguaglianza con il «livellamento verso il basso. Dare a tutti lo stesso voto non significa dare a tutti la stessa opportunità», ha detto, attribuendo al Sessantotto uno dei fallimenti del sistema scolastico.
Voto di condotta e maturità
Il Premier ha rivendicato il ritorno del peso del voto di condotta, che ora concorre alla media e incide su promozioni e bocciature. Ha difeso anche la riforma dell’esame di maturità: chi rifiuta una prova o sceglie la scena muta all’orale viene bocciato: «Prima si fa l’esame, poi si manifesta e si protesta», ha spiegato. Tra gli interventi citati figurano inoltre l’educazione civica e la riforma del percorso 4+2 per gli istituti tecnico-professionali. Meloni ha annunciato anche una norma che introdurrà la definizione di liceo per questi istituti, che considera di pari valore rispetto agli altri percorsi. Sul fronte universitario Meloni ha ricordato la cancellazione del test per l’accesso a Medicina, sostituito da un semestre aperto con esami, e ha indicato un aumento di oltre 11mila posti rispetto al 2022, con l’obiettivo di arrivare a 30 mila in più. Secondo i dati citati dal Primo Ministro i posti letto negli studentati passeranno da 40 mila a 120 mila, mentre il Fondo di finanziamento ordinario dell’Università ha raggiunto 9,4 miliardi, il 25% in più rispetto al 2019.
Su questi numeri è arrivata la replica di Elly Schlein. La Segretaria del Pd ha sostenuto che durante il Governo Meloni la spesa per università e sanità in rapporto al Pil sia diminuita e che un aumento nominale inferiore all’inflazione equivalga a un taglio dei servizi. Ha contestato inoltre l’andamento di produzione industriale, prezzi, carburanti, energia e stipendi: «Il punto è che deve dirci lei quando andremo a votare», ha concluso Schlein, attribuendo all’esecutivo una serie di «fallimenti».
Giovani, social e IA
Meloni ha affrontato anche il tema dell’emigrazione giovanile. Ha ricordato il programma che offre a 150mila studenti un periodo di studio e formazione in un altro Paese europeo e l’investimento destinato a quasi 270mila ragazzi per il servizio civile. La premier ha indicato salari più alti, opportunità e servizi come condizioni necessarie per trattenere i giovani o favorirne il ritorno in Italia. Sui social ha difeso il divieto di utilizzo in classe e il Parental Control, ma ha precisato che eventuali nuove restrizioni per i bambini devono attribuire responsabilità anche alle piattaforme. Infine, sullo sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, ha indicato giudizio critico, responsabilità e verità come elementi che, a suo avviso, manterranno un ruolo centrale di fronte alla diffusione delle nuove tecnologie.






Grande Meloni è ora di essere chiari con gli Islamici e con la sinistra. Lo stop a burqa e niqab è doveroso e necessario per tutelare la libertà e la nostra società oltre al rispetto delle nostre leggi e questo divieto dovrebbe essere assoluto su tutti il territorio in pubblico e in luoghi aperti al pubblico. Cominciamo da chi arriva in Italia, porti, aeroporti o frontiera terrestre, chi indossa burqa o niqab non deve avere accesso nel nostro Paese. Servirebbero anche espulsioni immediate, come persone non gradiote, per chi dimostra palesemente di non volersi integrare.