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Papa Leone XIV

Leone XIV a Parigi: “La pace minacciata dalla barbarie, innocenti uccisi nel nome del profitto”

Il Papa all’Unesco contro guerre e corsa agli armamenti: “La scienza non sia strumento di dominio”. Sull’Intelligenza Artificiale l’appello a riportare la persona al centro
sabato, 26 Settembre 2026
3 minuti di lettura

La pace torna al centro delle parole di Leone XIV, questa volta da Parigi, dove ieri il Pontefice ha aperto il viaggio apostolico in Francia che proseguirà fino al 28 settembre. Un richiamo che attraversa gli appuntamenti della giornata e si intreccia con le altre questioni poste dal Papa: il rischio che scienza e tecnologia perdano il rapporto con l’etica, l’impatto dell’Intelligenza Artificiale, la dignità della persona e una corsa agli armamenti che non può essere considerata una garanzia di sicurezza. All’Unesco il Pontefice parla di un principio comune oggi “minacciato da forme di barbarie che fomentano rivalità e conflitti” e indica nella guerra “la più terribile delle ‘opere umane’”, perché in essa “la scienza stessa è posta a servizio di una volontà disumana di distruggere e uccidere”.

La pace e il potere

Il filo del discorso passa dalla verità e arriva all’esercizio del potere. Per il Santo Padre quando viene meno la prima, anche il linguaggio rischia di piegarsi “alla logica della violenza e alla volontà arbitraria dei potenti”. È in questo passaggio che il Prevost pronuncia una delle frasi più nette della giornata: “Gli altri vengono così esclusi nel nome del profitto, e gli innocenti vengono uccisi nel nome della libertà”. Sua Santità richiama anche il rapporto con la legge: chi detiene il potere, afferma, può arrivare a invocarla quando risponde ai propri interessi e a ignorarla quando li limita, fino a trattare la giustizia “come una merce da comprare e vendere”. Il problema investe anche la scienza, che rischia di perdere senso se separata dall’etica e dalla dignità umana.

La stessa preoccupazione accompagna l’intervento all’Eliseo. Leone XIV guarda alle popolazioni colpite dalle guerre e invita a non rassegnarsi mai all’idea di un conflitto “inevitabile”. La strada indicata passa dal dialogo e dalla diplomazia. Il Papa riprende anche il tema delle armi nucleari e contesta la convinzione che il loro possesso possa costituire una garanzia di sicurezza. Al contrario, questa idea alimenta una nuova corsa agli armamenti “difficilmente controllabile”. “La pace non è un equilibrio di forze, ma si costruisce ogni giorno attraverso il dialogo e la giustizia”, afferma.

L’IA e il rischio di disumanizzazione

Accanto alle guerre, l’altra grande questione affrontata a Parigi è quella tecnologica. All’Unesco il Pontefice chiede che i nuovi strumenti restino “al servizio della persona umana”, senza trasformarsi in un ulteriore mezzo “di dominio e di ingiustizia”. Il punto non è il progresso in sé, ma il rapporto tra le possibilità offerte dalle macchine e il valore attribuito all’uomo. Leone XIV osserva il paradosso di sistemi artificiali ai quali viene assegnato il nome della facoltà umana del pensiero mentre, nello stesso tempo, idee e relazioni rischiano di impoverirsi attraverso un processo di disumanizzazione. Le vite delle persone, avverte, possono finire sotto il criterio dell’efficienza ed essere respinte quando non vengono più considerate produttive.

Il tema torna all’Eliseo, dove il Papa spiega di avere ritenuto indispensabile dedicare all’Intelligenza Artificiale parte della sua prima Lettera Enciclica proprio per “riportare la persona umana al centro di ogni riflessione”. Di fronte al “paradiso delle macchine” che entra nella vita quotidiana, Leone XIV indica la necessità di formare le menti a un discernimento etico, nel rispetto della libertà interiore e della dignità della persona.

L’appello alla Francia

È alla Francia che il Pontefice affida poi un compito nel quadro internazionale. Davanti ai “rumori di guerra” e alle crisi che attraversano il mondo, il Paese, sostiene, ha la vocazione di restare “un instancabile artefice della pace e del multilateralismo”, soprattutto all’interno dell’Europa. L’auspicio è che possa tracciare “il solco di una pace disarmata e disarmante”. Il richiamo arriva dopo l’invito ad arrestare la corsa agli armamenti, ridurre quelli esistenti e mettere al bando le armi nucleari. Non un equilibrio costruito sulla forza, dunque, ma una ricerca quotidiana affidata a giustizia, confronto e diplomazia.

Il messaggio accompagna Leone XIV fin dalle prime ore del viaggio. Sul volo Roma-Parigi, nel saluto ai giornalisti, il Pontefice chiarisce il senso della visita: recarsi in Francia “in qualità di discepolo di Gesù Cristo desideroso di proclamare la pace, la pace di Cristo in tutto il mondo”. Un tema che, sottolinea, “in questo momento, come tutti sappiamo, è particolarmente importante”.

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