martedì, 28 Giugno, 2022
Politica

Si tratta sul prossimo governo prima di dare il via libera a Draghi

Le schede bianche facilitano la ricerca di un'intesa

Passerà alla storia questa originalità: si cerca un accordo sul prossimo governo che giurerà nelle mani del nuovo Presidente della Repubblica che ancora non è stato eletto. Ma forse è una necessità. Togliere Draghi da Palazzo Chigi significa provocare una crisi di governo. Per evitare che ci sia un vuoto di potere e tanta incertezza si lavora ad un’intesa su quel che succederà se Draghi sarà Presidente della Repubblica. Quindi i partiti fanno bene a provare a mettersi d’accordo prima. Ma non è facile.

Salvini cerca più spazio per sé e per la Lega

Il leader del Carroccio ha sempre detto che Draghi è meglio che resti dov’è. Ma Salvini sa bene che oggi può far pesare il suo si a Draghi chiedendo una posizione di maggior rilievo nel prossimo eventuale governo. Difficilmente Letta e Conte accetterebbero di vederlo di nuovo al Ministero dell’Interno. Ma qualcosa dovranno concedergli. In fondo, se Salvini torna in prima persona al governo, Giorgetti viene retrocesso in una posizione di secondo piano. E questo per il leader leghista è già un buon risultato

L’imbarazzo di Forza Italia

Il partito di Berlusconi ha minacciato di passare all’opposizione se Draghi sarà eletto al Quirinale. Manterrà la promessa? Difficilmente i tre ministri Brunetta, Gelmini e Carfagna si faranno da parte. E, in ogni caso, se Tajani forzerà per l’opposizione, nel centrodestra si aprirà un’ennesima grave frattura.

Conte, tiepido verso Draghi, dovrà tener conto di Di Maio

Si barcamena il nuovo capo del Movimento ma non può né rompere con il Pd né lasciare che Di Maio lo scavalchi in una decisione a favore di Draghi. Conte deve dimostrare di essere lui il leader e quindi non può farsi mettere in un angolo e diventare marginale in una trattativa in cui comunque lui rappresenta la componente più forte in Parlamento, con 234 tra deputati e senatori.

Letta tesse con abilità la tela per Draghi

Per ora il leader del Pd si è mosso con grande abilità ed equilibrio, senza scoprire le carte ma lasciando intendere la sua preferenza per Draghi, visto che il Mattarella-bis sembra quasi impossibile. Se gli riuscirà l’operazione di portare Salvini su Draghi, per lui sarà un ottimo successo che lo rafforzerà in vista del congresso.

Renzi, mani libere o mani vuote?

Il leader di Italia Viva riserva sempre sorprese. Per ora non si è sbilanciato e ha spinto Salvini, con cui dialoga bene, a muoversi in prima linea. Aspetta di vedere se ci saranno margini per tirar fuori dal cappello il suo gioco di prestigio. Ma se Letta e Salvini stringono su Draghi Renzi rischia di essere irrilevante e di restare a mani vuote.

Un nuovo Governo con un Direttorio

Se si immagina un governo guidato da un altro tecnico, avrebbe senso la proposta di Salvini: tutti i segretari dei partiti della grande maggioranza devono entrare nel governo. Potrebbero formare un forte Consiglio di Gabinetto una sorta di Direttorio politico per assicurare una gestione collegiale dell’Esecutivo.

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