domenica, 19 Settembre, 2021
Politica

Rebus giustizia per Draghi. Letta dà una mano a Conte?

Cordialità a parte verso il Draghi, Conte deve dimostrare i 5 Stelle si sanno far valere e portare a casa modifiche alla riforma Cartabia. Letta ha bisogno che la leadership di Conte si consolidi per mantenere l’asse Pd-5S. Per questo Letta può associarsi a Conte e chiedere modifiche lievi e rapide dando a Draghi argomenti per evitare il ricorso alla fiducia che segnerebbe una rottura con i pentastellati, una frizione tra Pd e 5S e un successo per Salvini.

La partita è delicatissima. La riforma Cartabia smonta quella di Bonafede sulla prescrizione e questo non è accettabile per Conte. Nelle vesti di futuro presidente del neo-Movimento, l’avvocato vuol essere il paladino che difende, per quello che si può, alcuni principi irrinunciabili del vecchio giustizialismo. Il punto delicato è la rigida durata dei processi d’appello, massimo due anni, dopodiché scatterebbe la prescrizione. La linea del governo è stata approvata all’unanimità dal Consiglio dei ministri, inclusi i 4 ministri 5S che, invece di astenersi come avevano deciso, hanno votato si, con la benedizione di Grillo. Contro questa decisione è scoppiata la rivolta nel Movimento, sedata solo dall’annuncio della pace tra Conte Grillo, e Conte. Ma la frittata rimane.

 

Il ricorso alla fiducia conviene solo a Salvini

La ministra Cartabia non è certo contenta che si rimetta in discussione il suo lavoro, già approvato da tutti. Salvini alza il fuoco di sbarramento: la riforma si approva così com’è. Sulla carta Draghi potrebbe porre la questione di fiducia sul provvedimento, visto il voto unanime dei ministri. Ma difficilmente lo farà: se si irrigidisse a tal punto salterebbe un delicatissimo equilibrio.

I 5 Stelle sarebbero costretti ad astenersi sulla fiducia , la Lega chiederebbe la loro uscita dalla maggioranza, il governo sarebbe più debole, Draghi sentirebbe  più forte il fiato sul collo di Salvini e Letta sarebbe in grande imbarazzo: dovrebbe rompere con Conte alla sua prima battaglia da neo capo del Movimento. Insomma non conviene a nessuno eccetto che a Salvini.

 

Togliere i 5Stelle dall’isolamento?

Per risolvere il rebus l’unica mossa possibile è che anche il Pd chieda modifiche non sostanziali ma lievi e rapide, togliendo i 5 Stelle dall’isolamento e offrendo a Draghi l’argomento per resistere alle pressioni di Salvini e ai malumori, giustificati, della ministra.

Una mediazione è possibile? Tutto è possibile in politica, quando si stabiliscono le priorità. Se la priorità è mantenere un delicato equilibrio della maggioranza Draghi può trovare un punto di caduta che certo non piacerà alla Lega. C’è da scommettere che Salvini farà pesare il suo si, obtorto collo, alle eventuali modifiche e chiederà contropartite.

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