venerdì, 21 Gennaio, 2022
Cronache marziane

Europa e Regno Unito alla resa dei conti

Il primo viaggio non si scorda mai! E questa regola sembrava valere anche per le creature di altri mondi, visto che Kurt il marziano – raccontato al fine anni 50 da Ennio Flaiano, che gli attribuiva un’età attorno ai trent’anni (oggi dovrebbe esser centenario!) – non ha ancora perduto la voglia di muoversi fra i pianeti e, tornato da poche settimane a Roma, ha già cominciato a programmare qualche viaggio per il mondo.

Come extraterrestre può assumere sembianze umane, ma quando torna a rifugiarsi fra le pagine del suo creatore deve necessariamente restringere le misure che assume quando passeggia per le vie della Capitale, così l’altra mattina è piombato saltellando sul mio fascio di quotidiani e avvalendosi del traduttore istantaneo di cui è dotato ha cominciato ad interrogarmi sulla questione della Brexit e sul perché, di punto in bianco, i cittadini europei che si recano a Londra per lavoro vengano prima imprigionati e poi espulsi verso il Paese di provenienza.

Alla mia prima risposta infastidita (cosa può importare un marziano delle alterne vicende dell’Unione Europea!) ha replicato spiegandomi che anche stavolta – pur avendo scelto Roma come base per le sue vacanze sulla terra – intendeva tornare a vedere le città più importanti d’Europa: prima fra tutte Londra, che aveva a suo tempo visto devastata dalle bombe tedesche, salvo successivamente apprendere che fra quella città e Berlino si era costituita una comunità economica che sarebbe poi diventata ordinamento superstatale.

RESPINGIMENTI E TRADIZIONE LIBERALE

Ho così potuto apprendere con un po’ di sorpresa che Kurt conosce la storia del nostro mondo  e del nostro tempo molto meglio della gran parte dei suoi abitanti, anche considerando che ha colpito la mia attenzione con una domanda precisa: come mai il Regno Unito ha così repentinamente abbandonato le proprie tradizioni garantiste e liberali, che lo portarono a sconfiggere le pretese egemoni del dittatore tedesco, alleandosi con i progenitori di quegli stessi cittadini europei che ora respinge con metodi quasi brutali?

Confesso che una domanda così secca non avrei saputo rispondere, ma – per mia fortuna – quando la stampa ha cominciato a diffondere le notizie su ciò che stava capitando ad alcuni incensurati europei sbarcati a Londra, il Governo Johnson ha prontamente comunicato che i respingimenti non avrebbero più comportato l’incarcerazione dei respinti; ma la questione resta, in tutta la sua gravità e così la domanda di Kurt mi ha spinto a riflettere sull’accaduto e sui rischi della sua futura reiterazione.

Ecco il frutto delle mie riflessioni, esattamente come le ho esposte al mio amico marziano.

UN PERIODO DI TENSIONI E ROTORSIONI

L’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea –  pur consacrata in accordi che, dal punto di vista giuridico hanno (almeno per ora) evitato conseguenze traumatiche sugli scambi commerciali – hanno lasciato sostanzialmente irrisolto il problema politico della libertà di circolazione delle persone; né le due parti hanno scelto di percorrere l’unica strada ragionevole per disciplinare questi profili: quella di utilizzare l’identico modello di regolazione dei rapporti fra Europa e Svizzera, che assicura quella libertà attualmente in bilico tanto per i cittadini europei che si rechino nel Regno Unito, quanto per gli inglesi che vogliano venire in Europa per ragioni diverse dal semplice giro turistico.

Dobbiamo quindi prepararci a vivere un periodo più o meno lungo di tensioni e ritorsioni fra Europa e Inghilterra, né la pandemia in corso ci aiuta considerando che il governo inglese ha adottato misure molto più efficaci di quelle utilizzate dalla maggior parte dei governi europei, cui l’Italia si è finora accodata addirittura delegando alla Commissione l’acquisto dei vaccini ed obbligandosi a non negoziare direttamente con le case farmaceutiche che li producono.

Kurt mi ha ascoltato con attenzione ma, dopo un attimo di perplessità, ha scosso il capo rotondetto e mi ha annunciato la sua decisione di recarsi comunque a Londra e di voler superare le diverse barriere doganali di nuovo assumendo le sembianze umane attribuitegli nella farsa di Flaiano: resto curioso di ascoltare il Suo racconto, quando tornerà.

Sponsor

Articoli correlati

Armi chimiche, Consiglio Ue proroga di un anno regime di sanzioni

Redazione

Integrazione Usa-Ue nei settori strategici contrasto ai regimi autocratici

Giuseppe Mazzei

Italia, è giunta l’ora di cambiare mentalità!

Pietro Lauri

Lascia un commento