mercoledì, 5 Maggio, 2021
Economia

Economia, tendenza dall’Europa all’Italia: aumenta il tasso di impoverimento

Dall’Europa all’Italia la tendenza è la stessa: la media del tasso di impoverimento è in aumento ovunque a causa della pandemia, ma ha radici che vengono da lontano, anche oltre la grande crisi finanziaria del 2008. Da allora ad oggi, l’Ue non è riuscita a ridurre l’incidenza complessiva della povertà, che riguarda ormai il 21,1% della popolazione. Il fenomeno, nel suo insieme, comprende fasce diverse tra povertà assoluta e rischio di finire al di sotto della soglia di sopravvivenza. Ma quel che è peggio è che la tendenza non coinvolge solo i disoccupati, privi di entrate, ma anche i lavoratori: secondo l’Eurostat, tra il 2010 e il 2019 sono aumentati del 12% gli occupati che vivono in povertà, con punte del 58% in Ungheria e del 51% nel Regno Unito. Dati allarmanti su cui l’emergenza sanitaria sta certamente mettendo il carico da undici, secondo stime statistiche che sono ancora in corso di elaborazione.

Le proiezioni di Eurostat quantificano in una media del 21,4% il tasso di rischio di povertà ed esclusione sociale. Il Italia, l’Istat ha da poco diffuso le anticipazioni dello studio che sarà pubblicato a giugno, e che stima tra il 2019 e il 2020 l’aumento di un milione di persone finite in povertà assoluta, per un totale di 5,6 milioni. Il tasso di crescita, secondo l’elaborazione dei dati compiuta dal Centro studi di Unimpresa, sarebbe del 13%. Ed è un indicatore che, se confermato, sarebbe il più alto dal 2005, con effetti sociali più gravi rispetto alla crisi del decennio scorso. Più in dettaglio, si tratterebbe di 4,8 milioni di disoccupati, cui vanno aggiunti oltre 6 milioni di occupati in situazioni critiche, con contratti atipici, part time o a orario pieno, e autonomi part time e collaboratori. Tutti lavoratori che, in condizioni di ordinaria amministrazione, riescono a cavarsela, ma che in tempi di crisi scivolano rapidamente nella fascia del disagio, contribuendo ad ampliare la platea dell’impoverimento e della povertà assoluta. Ne sanno qualcosa le associazioni e gli enti caritatevoli che da un anno a questa parte hanno visto ingrossare le file degli assistiti nelle mense, o per la distribuzione di cibo e generi di prima necessita’.

Ad essere più colpite, secondo le stime preliminari dell’Istat, sono le famiglie (+335mila rispetto al 2019) e i singoli individui (oltre un milione in più). Tra i bambini, in particolare, e i ragazzi con meno di 18 anni, il tasso di povertà assoluta passa dall’11,4% del 2019 al 13,6%. Tra gli over 65, invece, la crescita sembra essere stata più contenuta (+0,5 punti). E questo significa che la distanza tra la fascia d’età più spesso in povertà assoluta (i minori di 18 anni) e quella in cui e’ meno frequente (le persone con più di 65 anni) sarebbe passata in un solo anno da 6,6 a 8,3 punti percentuali.

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