domenica, 22 Settembre 2019
Politica

Salvini bocciato in matematica

Nel mio precedente articolo mi ero domandato se Salvini sapesse fare le addizioni. Da come è andata la votazione in Senato,161 voti contro di lui, appare evidente che non le sa fare, ma quello che è più grave è che non sa pianificare le strategie. L’alleanza con i 5 stelle gli aveva fruttato un aumento dei consensi mentre indeboliva gli alleati-competitori. Perché interrompere questa esperienza e farlo addirittura nel mese di agosto? Per andare subito alle elezioni ed incassare una maggioranza che lo rendesse autonomo.

Ma a volere le elezioni c’erano soltanto due partiti, Lega e Fratelli d’Italia; tutti gli altri erano contro. Come pensava allora di evitare un governo che si sarebbe basato su una diversa maggioranza? Con un accordo non esplicito con Zingaretti che invocava a parole le elezioni. Ma è evidente a tutti che il PD è diviso in correnti e la maggioranza di queste correnti, in particolar modo quella che fa capo a Renzi sarebbe stata contraria e avrebbe finito con il trascinarsi dietro tutto il partito dal momento che i peones non hanno proprio voglia di tornare a casa dopo un solo anno di legislatura.

Ben valutate le probabilità di esito favorevole del piano A, doveva preparare un piano B in caso di insuccesso, il che vuol dire lottare dall’opposizione ed essere pronto agli svantaggi della perdita del potere di governo. Invece sembra proprio che sia stato sorpreso da come sono andate le cose e colto del tutto impreparato faccia proposte e dica cose una più strampalata dell’altra.

Elenchiamole queste sciocchezze. Voto il taglio dei parlamentari e poi si va subito ad elezioni rimandando il referendum confermativo e l’applicazione della riforma alla nuova legislatura. Che non si può fare glielo può dire anche uno studente di diritto costituzionale.

Non ho staccato la spina a Conte. Ma come? Non sei stato tu a presentare la mozione di sfiducia al governo? Dovresti dire queste cose in dialetto stretto delle valli bergamasche in modo da poter dichiarare che non sei stato capito. Ma usando l’italiano tutti ti hanno capito e ormai dopo aver fatto la frittata non cercare di rigirarla.

Tenti addirittura, pur di restare al Viminale, di cedere a Conte il posto di commissario che spetta alla Lega, e di offrire a Di Maio il posto di Presidente del Consiglio che non gli hai voluto attribuire quando valevi il 17% dei consensi. E’ una retromarcia che ti fa perdere la faccia e prima o poi anche i consensi perché se si farà questo governo Giallo-Rosso già si parla di patrimoniale, jus soli, apertura dei porti e tagli alla sanità, molti che ti avrebbero votato (ma non i pensionati a cui hai tagliato gli assegni) rifletteranno sul fatto che questo nuovo governo nasce per colpa tua e da loro non arriverà più un voto alla Lega. Salvini si deve ora aspettare una serie di avvisi di garanzia, il più pericoloso dei quali potrebbe arrivargli dal Procuratore di Agrigento visto la strada che ha preso la nuova maggioranza in Senato.

Il modo ingenuo e dilettantesco con cui il Capitano si è difeso nell’affare Savoini (non lo conosco bene, non so come mai sia stato invitato a cena a Villa Madama) aveva ingenerato il sospetto che fosse molto meno abile di quanto i più credevano. Lo svolgersi di questa vicenda agostana lo conferma senza alcun dubbio.

Quanto a di Maio si trova temporaneamente in una botte di ferro perché può scegliere tra un nuovo governo che lo vedrebbe comunque in posizione di preminenza ed un ritorno alla collaborazione con un Salvini pentito e abbattuto, che sarebbe facilissimo tenere per la collottola.

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