lunedì, 8 Marzo, 2021
Attualità

Terza ondata, ripresa economica e propaganda

Il desiderio di tornare alla normalità è ormai incontenibile. Rimettere in moto tutta l’economia è un’esigenza improcrastinabile. Far ripartire ristorazione, turismo e attività culturali è indispensabile. Recuperare il tempo perduto della scuola è vitale. Ma dietro l’angolo, in agguato, c’è la terza ondata della pandemia con varianti del virus pericolosamente più contagiose. In questa strettoia Draghi deve adottare decisioni che siano in continuità con la linea di rigore e precauzione fin qui seguita ma anche di rottura con alcune regole che non sembrano del tutto razionali.

Trovare la quadratura del cerchio non è semplice E non solo per l’affollarsi di richieste di vari settori ma anche per una inopportuna rincorsa dei partiti a cavalcare rivendicazioni senza tener conto di un quadro d’insieme.

Al Governo servono suggerimenti e proposte di buon senso, praticabili e non dichiarazioni favorevoli a questa o quella categoria in chiave elettoralistica.

Il senso di responsabilità deve prevalere sulla tentazione di scegliere facili cavalli di battaglia per ottenere titoli sui giornali e applausi sui social.

Buon gusto vorrebbe che chi ha qualcosa da proporre lo facesse non con interviste, tweet o dichiarazioni a raffica, ma nelle sedi istituzionali dove questi problemi devono essere esaminati con serenità.

Serve razionalità nelle scelte. E un richiamo forte alla responsabilità dei cittadini e dei vari attori dell’economia. Alcune riaperture si possono attuare ma con regole severe nei confronti di chi non rispetta le regole .

Aprire i ristoranti a cena, entro le 22,30 si può ma a condizione che le regole distanziamento siano molto rigide e vengano rispettate. Sanzioni pesanti devono essere adottate nei confronti dei trasgressori, sia utenti che gestori. Stesso discorso vale anche per cinema, teatri e altre attività sociali. Ma servono controlli a tappeto da parte delle forze dell’ordine. Chiusure generiche sono più facili ma alla lunga insostenibili. Aperture controllate con norme precise richiedono un impegno maggiore delle autorità preposte ai controlli.

È qui una delle carenze più gravi nel nostro sistema regolatorio: norme senza verifiche e senza sanzioni rapide ed efficaci servono a poco, in genere, a nulla in situazioni di emergenza come quella che stiamo vivendo.

Alle forze politiche, ai tecnici e ai decisori pubblici è richiesto uno sforzo di razionalità, di valutazione delle situazioni con oculatezza senza rifugiarsi in misure sommarie.

Ma nessuna indulgenza deve esserci verso che non è in grado di rispettare le regole a tutela della salute propria e degli altri.

Le immagini degli affollamenti ridicoli e pericolosi nelle strade dei centri storici sono una forma di stupidità e irresponsabilità collettiva che deve essere impedita e punita con determinazione non con chiusure generiche che colpiscono sia chi sbaglia sia chi invece rispetta le norme. In attesa dell’immunità di gregge, evitiamo che ci sia un gregge senza immunità. E chi ne fa parte paghi salatamente questa sua stoltezza.

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