lunedì, 8 Marzo, 2021
Società

A 1 anno da Codogno

Lettera mai scritta da una persona, (chiusa in una bara sul carro militare verso il cimitero) che vuole ringraziare i medici e gli infermieri.

Questo viaggio non avrei mai pensato di farlo, e certamente non lo avevo immaginato così questo mio ultimo, definitivo viaggio.

E certo non avrei mai pensato di finire in un carro militare sola, troppo sola, senza parenti, fiori, amici che mi seguissero per accompagnarmi in questo percorso doloroso ma inevitabile, prima o poi, per tutti.

Ogni tanto I’avevo immaginato come sarebbe stata la mia fine, pensavo… che avrei visto i visi dei miei cari farsi sempre più tristi, che avrei avuto il tempo di dire loro come salutarmi, privatamente con poche persone care o con tutti quelli che della mia vita avevano fatto parte, forse avevo pensato anche alla scenografia, se cosi si può definire. Avevo pensato al dolore che lasciavo ed al mio dolore.

Tutto avevo immaginato ma non questo… la paura di affrontare in solitudine, e poi la fine di tutto… sola, senza riti, senza neanche pianti intorno a me…terribile…terribile se non fosse che paradossalmente sola veramente non sono stata, visi a me estranei, per me anonimi si sono affaccendati intorno a me, mi hanno aiutato a lottare, mi hanno sorriso tra lacrime perché io non mi sentissi mai sola, mai non accudita, oserei dire mai non amata.

Ed ora su questo carro io e tutti gli altri intorno a me sappiamo che, è vero che si nasce e si muore soli, ma che a noi forse non è successo… abbiamo avuto fino all’ultimo, intorno a noi, degli angeli che hanno sostituito gli occhi, le mani, le carezze che ci avrebbero fatto le nostre mamme o i nostri figli e che forse soli, veramente soli si sono sentiti loro, le nostre mamme e i nostri figli cosi lontani da noi.

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