martedì, 27 Febbraio, 2024
Attualità

Scontro sullo sciopero generale. Possibili modifiche alla manovra. Bonomi: bene per redditi bassi ma non c’è sviluppo

Attesa per il giudizio di Moody’s

Manovra in rampa di lancio. Ieri le ultime audizioni con Confindustria, Banca d’Italia, Istat e Associazioni produttive, che hanno presentato indicazioni e rilievi utili al Governo per una sintesi e una messa a punto delle scelte. Si annunciano ritocchi per la previdenza, ma il dibattito nella maggioranza potrebbe allargarsi anche al fisco. La settimana che si apre sarà dura per l’Esecutivo del premier Giorgia Meloni. Due appuntamenti si concentreranno venerdì 17, con l’agenzia di rating Moody’s che pubblicherà il suo atteso giudizio sull’economia italiana. Il timore per il Governo che l’Italia sia valutata sotto la soglia di Paese dove gli investimenti sono a rischio. Inoltre per l’intero venerdì 17 risuoneranno le proteste di piazza dello sciopero di Cgil e Uil che hanno programmato astensioni dal lavoro di 8 ore tra venerdì 17 novembre e il primo dicembre. La Cisl, invece, manifesterà il 25 novembre a Roma. E, ancora, il 21 novembre, a chiudere il girone delle incognite ci sarà la valutazione sulla legge di Bilancio della Commissione Europea. Tre scenari che metteranno il Governo sulle strette rispetto a giudizi di cui tener conto. Osservazioni che accenderanno un dibattito politico tra maggioranza e opposizione.

Meloni e Giorgetti prudenti

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro dell’economia finanze Giancarlo Giorgetti, hanno da tempo tracciato quella linea in difesa di una Finanziaria “prudente e responsabile”, ma i partiti sono in pressing per le modifiche. C’è allo studio un pacchetto di emendamenti che saranno più o meno dei ritocchi, più di tanto infatti, il premier è il ministro non permetteranno, in modo che il Governo possa fare una sintesi senza liti nel Centrodestra.

Confindustria giudizio positivo a metà

Il clima attorno alla Manovra rimane tiepido con una punta di sfiducia. Ieri il giudizio in chiaro scuro del presidente di Confindustria, Carlo Bonomi. “Ho definito questa legge di bilancio ragionevole nella misura in cui concentra le poche risorse disponibili sulla riduzione nel 2024 del cuneo contributivo. Dall’altro la riteniamo incompleta vista la sostanziale assenza di misure a sostegno degli investimenti privati e soprattutto di una strategia finalizzata alla crescita ed alla competitività”, osserva il leader degli industriali che aggiunge: “siamo nella rarissima occasione dove una manovra espansiva toglie risorse al sistema produttivo perché toglie l’Aiuto alla crescita economica”, che Bonomi stima sui 4,6 miliardi e “siamo in negativo di un miliardo”. Il presidente di Confindustria tira le somme: su 30 miliardi di misure estensive della manovra, quasi al 55% sono dedicate ai lavoratori e solo il 9,4% alle imprese, calcola Bonomi: “Non è per noi più rinviabile aprire un percorso favorevole alla crescita”. Resta tuttavia il giudizio favorevole per la Manovra per i redditi bassi. “In questo momento bisogna sostenere le famiglie a basso reddito”. La sforbiciata per Bonomi del cuneo contributivo e la revisione delle aliquote Irpef è positiva. “Stimiamo che tra i 9mila e i 35mila euro di reddito si avrà un effetto benedico tra i 560 euro e i 1.400 euro”.

Cgil e Uil, lite col Garante sciopero confermato

Contro la Manovra si concentrano gli attacchi di Cgil e Uil che hanno programmato una serrata di 8 ore per venerdì prossimo con replica il primo dicembre. Lo sciopero è stato confermato malgrado la presa di posizione della Commissione di garanzia che ha confermato quanto deciso l’8 novembre: l’agitazione di venerdì prossimo non può essere considerata sciopero generale “ai fini dell’applicazione della disciplina che consente delle deroghe alle normative di settore sui servizi pubblici”. Il garante ha chiesto perciò ai sindacati la rimodulazione dello stop in alcuni settori. Ieri sera la replica di Cgil e Uil. “Confermiamo la proclamazione dello sciopero”, sottolineano in una nota, Cgil e Uil, “Non condividiamo la decisione assunta dalla Commissione di Garanzia. Si tratta di un’interpretazione che non riconoscendo la disciplina dello sciopero generale, mette in discussione nei fatti l’effettivo esercizio del diritto di sciopero sancito dalla Costituzione”. La Cisl che giudica eccessiva la risposta delle altre sue Confederazioni sindacali, prevede una manifestazione di protesta per il 25 novembre a Roma. Altra levata di scudi arriva dai sindacati dei medici che annunciano uno stop del lavoro per il 5 dicembre, contro la stretta al calcolo delle pensioni prevista dalla manovra. Le stime sui tagli degli assegni previdenziali più alti, sono già state fatte, nel mirino una platea di 732mila dipendenti pubblici, di cui 150mila medici e infermi.

Agenzie rating, ora Moody’s

Altra spina nel fianco per il Governo è il giudizio delle agenzie di rating. Finora S&P e Fitch hanno lasciato sospeso il giudizio sull’Italia, sia il rating e anche l’outlook sono restati invariati, una economia che rallenta ma non è ferma. Venerdì ci sarà però Moody’s, che potrebbe rimarcare come i segnali di affanno siano peggiorati. Un giudizio temuto che ha implicazioni nella maggioranza di Governo con il premier che in più occasioni ha chiesto un serrate le fila sui conti, con l’evitare richieste, magari legittime, ma che potrebbero avere ripercussioni pesanti sui conti. L’obiettivo è non incorrere in inciampi e scivoloni. Il confronto con le agenzie di rating è nelle mani del ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, che ha rassicurato gli investitori e gli analisti spiegando come il Governo rimanga nel perimetro dei conti annunciati, senza sacrificare le riforme.

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