sabato, 13 Luglio, 2024
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Lo Stato spinga le imprese verso l’Intelligenza Artificiale

Anche in Italia, dopo lo stop momentaneo dell’Autorità garante della Privacy, presieduta da Pasquale Stanzione, la piattaforma ChatGPT può essere utilizzata. Le polemiche nate sul software basato su intelligenza artificiale e apprendimento automatico sviluppato da OpenAI, hanno riproposto in modo forte il tema dell’impiego dell’Intelligenza Artificiale (AI).

Ci si è soffermati sul fatto, per esempio, che una tesina di laurea o un piano di business possano essere predisposti da una macchina, oppure sullo sciopero degli sceneggiatori di Hollywood, che temono di essere esautorati dalla macchina. Persino un guru dell’innovazione come Elon Musk ha espresso perplessità. Geoffrey Hinton, considerato il padrino dell’AI, si è dimesso da Google mettendo in guardia circa pericoli e criticità della stessa. Si è parlato meno di come le imprese possano godere dei vantaggi dell’Intelligenza Artificiale in generale.

Secondo gli ultimi dati disponibili dell’Istat, nel 2021 solo il 6,2% delle imprese del Belpaese si avvaleva di sistemi di AI, contro una media dell’8% dell’Ue. In particolare, la percentuale delle piccole imprese si ferma al 5,3% rispetto al 24,3% delle grandi. I dati sono comunque in crescita, nel 2022 il mercato nazionale è stato pari 422 milioni e si prevede che raggiungerà i 700 milioni nel 2025 (dati Anitec-Assinform/Confindustria).

Da tempo sosteniamo che i nostri campioni produttivi, che hanno successo e sono apprezzati nel mondo, oltre che per il fascino che esercita il made in Italy, per il loro saper fare e la loro eccellenza, possono ribadire e aumentare il loro vantaggio competitivo investendo in tecnologia, innovazione e formazione. L’ AI, insieme ad altri ambiti limitrofi come la cybersicurezza, i big data e il cloud non può che rappresentare un’ulteriore opportunità che deve essere colta in tutte le sue potenzialità.

È però importante fare un’opera di grande formazione, a partire dal mondo delle imprese. Come dimostrano i dati sopra citati, gli stessi imprenditori sono convinti che l’AI possa riguardare solo le grandi imprese, mentre a trarne vantaggio possono essere le Pmi e anche le piccole imprese. Questi sistemi sono utili non solo a livello di analisi dei dati e di marketing, ma possono assicurare benefici in termini di minori costi e maggiore efficienza, facilitando il passaggio dall’idea (in cui gli italiani sono maestri) all’applicazione pratica in modo straordinario.

L’Ue sta iniziando ora a discuterne, mentre Uk e Usa sono in una fase più avanzata nel delineare la cornice d’uso. Il nostro Paese, pur nell’ambito dell’Ue, può ricorrere ai fondi del Pnrr per andare in questa direzione, prevedendo incentivi e agevolazioni per spingere le aziende investire in Intelligenza Artificiale. Le nostre aziende sono sempre disponibili ad assecondare iniziative che vadano nella direzione della tecnologia e dell’innovazione, si guardi al successo dei provvedimenti a favore dell’Industria 4.0. Non è facile abbinare regole e innovazione, ma non si può rinunciare a ciò che porta al futuro.

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