lunedì, 20 Maggio, 2024
Esteri

La visione del Dragone e la miopia di Usa ed Ue

Le economie delle due sponde dell’Oceano Atlantico sono impegnate in attività protezionistiche che hanno la testa rivolta al passato e non colgono le sfide che stanno sotto i nostri occhi. Gli USA e l’Unione europea non sembrano aver capito che il futuro che le attende, se rimangono separate e in concorrenza tra loro , sarà quello di essere la serie B di un mondo dominato dal Dragone cinese.

Le dimensioni contano quando si parla di mercati. E quello cinese è palesemente un mercato più grande di quello americano e di quello europeo. Non solo. Pechino ha una strategia di lungo termine che punta a penetrare in altri mercati conquistando posizioni dominanti in altre aree geografiche sulla base di una visione geopolitica – simboleggiata dalla Belt and Road Initiative – che mira a estendere il controllo sui traffici commerciali di gran parte del mondo.

Qualcuno potrebbe obiettare: siamo un mondo globalizzato e questo non ci deve spaventare.

Nulla di male se la Cina fosse un Paese democratico e libero e quindi sottoposto al giudizio del popolo in libere elezioni. Così non è.

Purtroppo la globalizzazione dell’economia non si è accompagnata ad una globalizzazione della democrazia. Se la prima potenza economica del mondo sarà quella di un Paese con regime totalitario non potremo dormire sonni tranquilli.

La Cina dall’ingresso nel commercio internazionale in poi ha avuto grandi benefici che la miopia dell’Occidente ha ampiamente sottovalutato.

Primo fra tutti l’accesso alle informazioni tecnologiche delle aziende che hanno deciso di fare affari con Pechino. Solo adesso ci stiamo rendendo conto che in molti settori abbiamo regalato ai cinesi decenni di know-how e di esperienza e che in breve tempo loro hanno saputo far tesoro delle nostre conoscenze e hanno messo il turbo a molti settori d’avanguardia. Uno per tutti quelli delle auto elettriche e delle infrastrutture per la transizione ecologica.

Mentre la Cina continua a bruciare le tappe, a rafforzare con una crescita costante il suo mercato interno e a giocare da protagonista in molti settori, gli USA e l’Europa si arrabattano cercando di limitare i danni dell’espansionismo economico cinese e intanto continuano a farsi tra loro una concorrenza spietata. Dovrebbero fare esattamente il contrario.

Il comportamento della Cina nella guerra in Ucraina, la sudditanza di fatto che la Russia ha accettato verso il “protettore” cinese hanno ulteriormente squilibrato i rapporti di forza tra Occidente e mondo dominato dal totalitarismo.

Fra 10 anni la Cina avrà un PIL superiore a quello degli Stati Uniti, sarà leader in settori strategici, possiederà partecipazioni significative – a volte di controllo – in importanti aziende dell’Occidente. Tutto questo rafforzerà il regime dittatoriale di Pechino che potrà contare sull’energia a buon mercato proveniente dalla Russia e sulla copertura nucleare fornita dall’arsenale bellico dell’amica Mosca.

Uno scenario terrificante che chi ha a cuore il futuro della libertà e della democrazia dovrebbe mettere al primo posto delle sue riflessioni.

Un mondo dominato economicamente e strategicamente dalla Cina sarebbe un incubo per chi ha respirato la democrazia e la libertà che i nostri padri ci hanno dato col prezzo del loro sangue.

Cosa fare? Bisogna superare le miopie reciproche di Usa ed Ue, i loro ottusi protezionismi e guardare avanti. È necessario unificare il prima possibile i due mercati che insieme totalizzano quasi 900 milioni di persone e che oggi rappresentano quasi la metà del Pil mondiale. Solo un mercato unico Usa-Ue potrà arginare la crescita inarrestabile del Dragone. Ne va non solo del benessere economico futuro delle prossime generazioni ma anche e soprattutto del destino delle nostre democrazie liberali. Occorre fare in fretta. Abbiamo perso già troppo tempo.

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