venerdì, 19 Aprile, 2024
Politica

Benzina, a Palazzo Chigi i distributori. Giorgetti: se rincari, valuteremo tagli accise

Il Governo userà il maggior gettito dell'Iva causato dal rincaro del prezzo del greggio per ridurre le accise

Per ora le accise non si toccano. Ma se ci sarà un aumento significativo  dei costi dei prodotti petroliferi, si potrà valutare. Questa la linea del Governo confermata dal Ministro dell’economia Giorgetti. Al muro contro muro sulle dispute sul caro carburante il Governo oppone una mediazione. L’obiettivo appare una missione impossibile stando al clima di accuse incrociate. Il Governo comunque si dice pronto a rassicurare gli automobilisti sui costi di benzina e gasolio con controlli e sanzioni e, nel contempo, a dare una mano agli esercenti delle stazioni di servizio per evitare che siano il capro espiatorio della “macchina del fango” e vittime loro stessi “delle speculazioni”. I gestori delle pompe di benzina, invece, al culmine di una giornata nera e dopo una serie di incontri tra Associazioni di categoria, hanno proclamato due giorni di sciopero: dalle ore 19 del 24 gennaio alle ore 7 del 27 gennaio 2023.

La mediazione del Governo

Ieri sera di fronte alle nuove tensioni e proclami è arrivata la decisione del Governo di fare chiarezza al di là delle posizioni contrapposte.
L’appuntamento è per oggi alle 11.30 a Pazzo Chigi. La convocazione è del sottosegretario alla presidenza del consiglio, Alfredo Mantovano con una nota.
“Il Governo, in una delegazione con me e i ministri proponenti del decreto legge che riguarda il settore, incontrerà i sindacati del settore”, annuncia Mantovano, “per ascoltare le loro ragioni e confrontarle con le misure che il governo intende adottare e ha adottato”.

Giorgetti e Fazzolari: difendiamo i distributori da chi specula

Dal Governo e arrivato il pressing per una mediazione. Non più una critica generalizzata di “speculazione”, ma una iniziativa quella dei controlli, a favore proprio della categoria degli esercenti delle pompe di benzina. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ieri ha risposto all’Aula del Senato al question time, circa il “monitoraggio dei prezzi non solo dei carburanti”. Per Giorgetti, “Il Governo ha ritenuto opportuno di dover intervenire con misure normative volte a migliorare la trasparenza dei prezzi e ad evitare speculazioni”. Il tutto, secondo una dichiarazione dai toni distensivi del sottosegretario alla presidenza con delega all’attuazione del programma Giovanbattista Fazzolari, in difesa e tutela degli stessi gestori. “Ci dispiace enormemente che i distributori abbiano annunciato due giorni di sciopero 25 e 26 perché, dicono, lo Stato incolpa i distributori dell’aumento della benzina”, osserva Fazzolari che puntualizza, “I provvedimenti che il Governo ha messo in piedi sono contro i fenomeni speculativi quindi a tutela dei distributori”. “La benzina non è a 2 euro e mezzo, nei distributori normali è a 1,8 euro circa, le misure sono tutte rivolte a mettere un freno a chi fa fenomeni speculativi”, osserva il sottosegretario alla presidenza con delega all’attuazione del programma, “Le abbiamo immaginate a tutela dei distributori”.

Petrolieri: solidarietà ai benzinai

Le spiegazioni arrivano quando il clima è già compromesso. A schierarsi con lo sciopero annunciato dalle organizzazioni sindacali dei gestori è il presidente di Assopetroli-Assoenergia, Andrea Rossetti, che scrive: “Il disagio che esprimete pubblicamente è condiviso dall’intera nostra categoria”, sottolinea Rossetti indirizzando la lettera ai presidenti di Figisc, Faiub e Fegica. “I fatti degli ultimi giorni, le molte improvvide esternazioni di autorevoli esponenti politici e di Governo, a seguito della mancata proroga dello sconto accise, hanno destato in tutti noi viva preoccupazione”.

L’intervento del Premier

A scendere in campo il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni che ha voluto fare chiarezza sulle decisioni del Governo. “Tagliare le accise sulla benzina è una misura che aiuta tutti, chi ha una utilitaria e chi ha un’auto di lusso. Il taglio delle accise sarebbe costato circa un miliardo al mese, ma questi dieci miliardi anziché spalmarli, abbiamo deciso di concentrarli su chi ha più bisogno”, evidenzia il premier, “Abbiamo fatto questa scelta che rivendico perché la considero una scelta di giustizia sociale”. Altra osservazione per “chiarire” fatta dal presidente del Consiglio è sulla serietà dei titolari delle stazioni di servizio. “Se qualcuno si approfitta bisogna intervenire: ma la gran parte dei benzinai in Italia si sta comportando in maniera onesta e responsabile”, ha rimarcato Giorgia Meloni, “in Cdm abbiamo deciso di rafforzare le sanzioni per chi non rispetta le norme”.

I gestori: colpire i veri speculatori

La replica dei gestori non si è fatta attendere. In attesa di ulteriori decisioni e novità del Governo confermano lo sciopero. “Vedremo la traduzione in una norma, ma gli annunci dati alla stampa non contengono nulla che abbia effetto sui prezzi”, commenta Roberto di Vincenzo, presidente della Fegica, Federazione italiana gestori carburanti e affini. “Le accise rimangono tra le più alte del mondo, mentre ladri e trafficanti – gli speculatori internazionali e la criminalità che sottrae ogni anno 13miliardi di euro all’erario italiano – rimangono comodamente al riparo. Semplicemente”, fa presente Roberto di Vincenzo, “come al solito, si scarica su altri il compito che non si sa o non si vuole svolgere”.
“I benzinai aggiungeranno un paio di cartelli, ma saranno gli automobilisti a doversi districare nella giungla di numeri che davvero in pochi hanno modo e tempo per decodificare. E come, di grazia, tutto questo avrebbe il potere taumaturgico di far calare i prezzi? Lo ripetiamo”, sottolinea in conclusione Roberto di Vincenzo, “si torni a ragionare seriamente e si utilizzino strumenti efficaci e già disponibili come quello dell’accisa mobile, per dare risposte concrete ai problemi reali delle persone reali”.

Carburanti, i prezzi di ieri

In base all’elaborazione di Quotidiano energia sui dati comunicati dai gestori all’Osservatorio dei prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy, questo il prezzo medio nazionale della benzina in modalità self è 1,822 euro al litro, mentre il prezzo medio praticato del diesel self è fermo a 1,877 euro al litro.
Per quanto riguarda la modalità con il servizio, per la benzina il prezzo medio è 1,967 euro al litro; la media del diesel è 2,021 euro al litro.
I prezzi praticati del Gpl si posizionano tra 0,792 e 0,812 euro al litro. Il prezzo medio del metano auto si colloca tra 2,146 e 2,557 euro al kg.

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