sabato, 2 Marzo, 2024
Politica

Parlamento europeo, nuove regole per la trasparenza

Lo scandalo Qatargate di dicembre scorso accelera la riforma delle regole interne del Parlamento Ue, che dà mandato alla presidente Roberta Metsola per nuove norme. Il processo di rinnovamento sarà guidato dalla conferenza dei presidenti già al lavoro e stando alle prime indiscrezioni le proposte partiranno proprio da una stretta sulle attività dei lobbisti e altri portatori di interessi presso le commissioni, obbligati d’ora in poi a registrarsi nel registro di trasparenza.
Anche i parlamentari e i loro assistenti saranno obbligati a registrare i propri incontri con quest’ultimi, così come sarà istituita una sezione dell’europarlamento in cui potranno essere consultate le attività, gli spostamenti, nonché le sanzioni, ricevute da ogni deputato europeo. Solo un primo passo, ha commentato Iratxe Garcia Perez, capogruppo dei Socialisti e democratici europei (S&D), che auspica maggiore ambizione nel combattere la corruzione. “Non abbiamo ancora parlato di proposte dettagliate, continueremo a discuterne nelle prossime occasioni, compresa la sessione plenaria di Strasburgo”.

Metsola: ”Andremo avanti rapidamente”

Secondo la Ong Transparency International, che ha potuto visionare il documento ufficioso, è probabile un periodo di “cooling off” di 12 mesi per gli europarlamentari che vogliano esercitare attività di lobbying alla scadenza del proprio mandato e una limitazione del numero di badge disponibili per ogni singola organizzazione. Inoltre, i Paesi extra Ue dovrebbero interagire con il Parlamento solo attraverso la commissione Esteri e gli altri organi ufficiali preposti; prima di assumere l’incarico di relatore, o relatore ombra, su un rapporto o una risoluzione, l’eurodeputato dovrà presentare una dichiarazione sui potenziali conflitti di interesse; sarà rafforzato il comitato etico; la lista delle attività sanzionabili verrà rivista.
In ogni caso, “integrità. Indipendenza. Responsabilità” saranno le parole chiave che guideranno il Parlamento Ue a detta della presidente Metsola: “Oggi – dice in un tweet – ho presentato una prima serie di proposte per riformare, ricostruire la fiducia e riaffermare il Parlamento europeo come istituzione moderna e aperta ai capigruppo”.

Un nuovo regolamento organico nel 2024

Le prime decisioni ufficiali potranno arrivare forse già nel giro di due, tre mesi, anche se per una modifica più profonda delle regole procedurali ci vorrà almeno un anno. Una fonte Ue fa sapere che ogni gruppo ha presentato le proprie proposte per un nuovo regolamento, per il quale “non c’è una data limite, ma l’idea è di procedere al più presto con le misure urgenti. Ogni rappresentante dei gruppi conosce bene le difficoltà e il danno di immagine che è stato fatto al Parlamento, ma anche il fatto che dobbiamo approvare regole più restrittive per rendere più difficile il ripetersi di una situazione simile”.

Per la Lega un buon inizio

Per l’Italia a parlare per primo è Marco Zanni, capogruppo di Identità e democrazia (Id) e in forza alla Lega, soddisfatto di questo avvio di discussione. “Il documento di partenza – ha dichiarato – era necessario per inquadrare il lavoro. Noi abbiamo chiesto un approccio generale su tre questioni: un focus sui deputati, un focus su assistenti e staff, e un focus sul ruolo delle Ong”. Secondo l’eurodeputato italiano troppo spesso le Ong si stanno trasformando in compagnie finanziate da multinazionali per nascondere attività di lobbying.

Soddisfazione anche dai 5 Stelle

Anche per il M5s le proposte appena presentate rappresentano una buona bozza su cui lavorare. “Gli obblighi – dice l’eurodeputata Laura Ferrara – di registrare gli incontri con i lobbisti e quelli di pubblicare regali ricevuti, riunioni e viaggi nei Paesi terzi da parte dei deputati rappresentano sicuramente degli utili strumenti di deterrenza. Bene anche la stretta sui funzionari e assistenti che maneggiano dossier chiave e che non possono essere contemporaneamente membri di Ong o associazioni che hanno interessi sensibili in gioco”. Ma per rendere le norme vincolanti, aggiunge, dovranno essere previsti anche severi controlli e sanzioni.

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