sabato, 3 Dicembre, 2022
Politica

Il primo congresso del nuovo partito. La nostalgia di futuro di Verde è Popolare

Dopo circa due anni di paziente e prudente gestazione viene alla luce una nuova formazione politica. “Ecologica ed ibrida a doppia trazione di destra e di sinistra” l’ha definita uno dei suoi artefici, Gianfranco Rotondi.

Continuerà a chiamarsi “Verde è Popolare”, come l’associazione da cui ha preso il via. Metterà insieme due vaste tradizioni di cultura politica che da 30 anni sono apparse residuali.

Popolarismo contro populismo

La tradizione del popolarismo cattolico parte nel dopoguerra dall’impostazione laica di De Gasperi ed è stata il pilastro del sistema che ha retto la Prima repubblica. Dopo la diaspora dei democristiani, avvenuta con la scomparsa dello scudocrociato, il popolarismo ha stentato a ritrovare una sua nuova e forte identità.

E’ vero, come sostiene Rotondi, che la missione storica della Dc si è esaurita quando i suoi contenuti si sono disseminati in varia misura in tutte le forze politiche. Ma, di fronte alla persistenza di un populismo massimalistico e demagogico, la ripresa del vero popolarismo -che è ben altra cosa- sembra un’operazione necessaria per riequilibrare il sistema politico italiano e considerare il popolo un fine dell’azione politica e non un mezzo per prendere voti.

Il simbolo di questo popolarismo nuovo sarà la presenza nel logo del partito dello scudocrociato bianco sul fondo verde.

Cura del creato senza ideologie

Perchè l’altra anima del neonato partito è quella ecologica ma non ecologista. La tematica verde è stata spesso condizionata da zavorre ideologiche e non è mai riuscita a decollare. È rimasta appannaggio di ristrette e -spesso- litigiose élites e non è mai diventata veramente “popolare”.

L’ambizione di questo partito è grande. Dare una casa comunque a due tradizioni di pensiero oggi in ordine sparso non è operazione semplice. Vuol dire mettere insieme il meglio di un passato glorioso e un futuro tutto da costruire. In quale cornice?

Il riferimento morale è l’amore e la cura del creato tema dominante dell’Enciclica Laudato si’ di Papa Francesco.

Contenuti concreti

I contenuti di questa nuova cultura dell’ambiente sono la sfida che il nuovo partito affronta guardando al futuro e non al passato. Secondo Paola Balducci, pasionaria di questi temi e portavoce di “Verde è Popolare”, la battaglia per l’ambiente deve portare ad una migliore qualità della vita. “Partire dai territori, coinvolgere i cittadini e colmare il vuoto tra politica e realtà locali. Per questo il Pnrr va rivisto in questa nuova ottica”.

Il programma del partito vuol essere all’insegna della concretezza. Due esempi. “Rottamare l’edilizia pubblica e privata vecchia ma non storica e ricostruire edifici ecocompatibili con un’urbanistica moderna e a dimensione umana“ spiega, uno dei fondatori di “Verde è Popolare”, Giampiero Catone che aggiunge: “Riformulare la legge 285 del 1977 per incentivare l’occupazione giovanile, creando circa un milione di nuovi posti di lavoro”.

Centrale ma non centrista. Confronto con tutti

Dove si collocherà politicamente il nuovo partito? Silvio Berlusconi nel suo affettuoso saluto telefonico ha detto:” Voi siete parte di quel centro che è alternativo alla sinistra e distinto dalla destra”. Centrale non significa essere solo di centro. “Dialogheremo con tutti -spiega Rotondi- saremo presenti alle prossime elezioni e ci confronteremo con i candidati premier sui contenuti”. Nella storia dell’Italia repubblicana formazioni politiche non di massa sono state capaci di influenzare grandi partiti e scelte strategiche per il Paese.

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