martedì, 12 Novembre 2019
Editoriale Politica

Il futuro di Forza Italia

In replica ad alcune notizie di stampa che prevedevano la non presentazione del simbolo di Forza Italia alle prossime elezioni politiche Berlusconi, in una lettera pubblicata da il Messaggero di Roma il 3 novembre, destituisce la notizia di ogni fondamento.

In sintesi descrive Forza Italia come un partito moderato che fa parte del Partito Popolare Europeo; questo partito che riassume secondo il fondatore i valori del cattolicesimo democratico, farà parte dell’alleanza di destra e sarà in grado di mitigare, in particolar modo in politica estera, le pulsioni sovraniste della Lega e dei Fratelli d’Italia. Oltre ad un grande passato, dice l’ex cavaliere, Forza Italia è destinata ad un grande futuro.

Prima di commentare queste affermazioni facciamo un passo in dietro di venticinque anni. Mentre l’azione giudiziaria di mani pulite,considerata da alcuni commentatori come un colpo di stato, demoliva i partiti di Centro Sinistra e Occhetto preparava la sua “gioiosa macchina da guerra” per conquistare il potere ,qualcosa accadeva sugli spazi pubblicitari dei cartelloni nelle grandi città. Molti mesi prima dell’annuncio che Berlusconi fece  sul tema della sua personale discesa in politica, apparvero enormi manifesti, in un campo azzurro, rappresentavano un lattante in prossimità del quale appariva la scritta “FOZZA ITALIA” Tutti si chiedevano quale prodotto quella immagine volesse reclamizzare; si trattava di Forza Italia presentata in modalità sub liminare. Alcuni dicono che l’idea fosse di Craxi il quale avrebbe consigliato Berlusconi di farsi assistere da specialisti statunitensi del marketing.

Berlusconi realizzò e finanziò personalmente il suo partito. Per la necessaria urgenza della realizzazione non poteva che creare una struttura simile  ad una delle sezioni delle sue aziende, utilizzando anche numerosi collaboratori scelti fra i migliori e i più fedeli. Sbarrando la strada alle sinistre ,che altrimenti avrebbero conquistato il potere sulla spinta delle Procure, rese un grande servizio alla democrazia. Ci si aspettava legittimamente che l suo programma di trasformazione liberale dell’Italia sarebbe stato realizzato e che terminata la prima fase Forza Italia sarebbe diventata un partito politico fondato su una organizzazione democratica, dove i dirigenti fossero selezionati dal consenso della gente e i temi politici derivassero dai dibattiti nei Congressi. Purtroppo Forza Italia è restata uno strumento nelle mani del fondatore come tutte le altre società di sua proprietà; quanto ai risultati di governo essi sono stati prevalentemente indirizzati alla tutela di interessi personali. Sia pure in ritardo l’elettorato forzista ha preso coscienza di ciò e gli ha voltato le spalle. È inappropriato pertanto ergersi ad erede della azione politica dei cattolici democratici.

La Democrazia Cristiana era un partito in cui vigeva una completa democrazia; i suoi dirigenti hanno ricoperto incarichi nella organizzazione dello stato con onore come la Costituzione richiede, qualità che è dubbio si posseduta per le note vicende giudiziarie e comportamentali, dall’ex cavaliere, e in modo particolare realizzavano negli interessi del popolo le promesse elettorali perché erano competenti e liberi da conflitti di interesse.

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