martedì, 5 Marzo, 2024
Economia

Inflazione la corsa dei prezzi. Confcommercio: balzo al 5%, situazione difficile per consumi, famiglie e imprese

Una inflazione a ridosso del 5% che rischia di mettere in seria difficoltà la ripresa. Con un occhio all’economia e uno alla famiglie, Confcommercio spiega: “valori così alti e di altri tempi, con i quali le
famiglie e le imprese devono, comunque, confrontarsi”.

Danni di lungo periodo

“A questo andamento, come era prevedibile, hanno contribuito essenzialmente gli aumenti della componente energetica a cui si cominciano ad associare tensioni nell’alimentare”, spiega l’Ufficio Studi di Confcommercio, “causa materie prime, e nei servizi di alloggio e nella ristorazione, in cui la componente energetica costituisce una frazione rilevante dei costi d’esercizio delle imprese. Questa situazione difficilmente si risolverà nel breve periodo. L’inflazione acquisita è già al 3,4% per l’anno in corso che, in media, potrebbe esibire una variazione dei prezzi superiore al 4%”.

L’elemento positivo

Nella analisi della Confcommercio c’è un elemento positivo, quello della “inflazione di fondo” che si mantiene stabile “su valori contenuti (+1,5% nel confronto annuo), e mostra anche nel complesso della Uem una dinamica non particolarmente espansiva (+2,5%), fattore che lascia immaginare un’uscita molto graduale dalla politica dei bassi tassi d’interesse. Nel frattempo bisognerà valutare quanto l’incrocio tra maggiore inflazione e minore fiducia comprimerà i consumi delle famiglie via compressione del potere d’acquisto della ricchezza detenuta in forma liquida, con riflessi sfavorevoli sulla dinamica complessiva dell’attività economica”.

Dati e preoccupazioni

La marcia ancora più forte della corsa dell’inflazione è quella di una accelerazione di gennaio, secondo la stima preliminare diffusa dall’Istat l’indice nazionale dei prezzi al consumo è aumentato dell’1,6% su base mensile e del 4,8% su base annua dal +3,9% del mese precedente. “È l’incremento tendenziale più alto dall’aprile del 1996”, ricorda la Confcommercio, “A trainare l’aumento sono I Beni energetici che fanno segnare una crescita su base annua mai registrata (da +29,1% di dicembre a +38,6%, con la componente regolamentata che sale da +41,9% a +93,5%), “ma”, sottolinea l’Istat, “tensioni inflazionistiche crescenti si manifestano anche in altri comparti merceologici”. E quindi schizzano in alto i prezzi dei Beni alimentari, sia lavorati (da +2% a +2,4%) che non lavorati (da +3,6% a +5,4%) e quelli dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,3% a +3,5%), mentre rallentano invece i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da
+3,6% a +1,4%).

Condividi questo articolo:
Sponsor

Articoli correlati

Confesercenti: arrivano le quattordicesime. Spinta per i consumi. Rinnovo contratti, detassare gli aumenti

Ettore Di Bartolomeo

La spoliazione della parola

Carlo Pacella

G20. Meloni: “Compromesso sull’Ucraina. Su Ita sconcerto per i ritardi di Bruxelles”

Antonio Gesualdi

Lascia un commento

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:
Usando questo form, acconsenti al trattamento dei dati ivi inseriti conformemente alla Privacy Policy de La Discussione.