giovedì, 27 Gennaio, 2022
Economia

Confindustria e sindacati. Fuoco incrociato sul Governo

Legge di Bilancio e Fisco

“Noi abbiamo proposto un forte taglio contributivo del cuneo fiscale perché è universale, va su tutti, non come i tagli Irpef che vengono proposti oggi, di cui leggiamo, dove nella realtà chi viene beneficiato sono i redditi tra i 40 e i 45mila euro, non gli incapienti”. Così il Presidente di Confindustria Bonomi ha attaccato gli interventi del Governo in materia fiscale  e unendo di fatto la sua voce a quella dei sindacati che

Incassate tre risposte negative dal Governo rilanciano con i numeri le loro ragioni, prima di promuovere uno sciopero generale. Per Cgil, Cisl e Uil l’esecutivo Draghi con la ridistribuzione dei primi otto miliardi per tagliare Irpef e Irap, sta commettendo un errore. Una cantonata che sintetizza il leader della Cgil, Maurizio Landini, porterà “nella foresta di Sherwood, un Robin Hood al contrario”. In altri versi una riforma che toglie ai poveri per dare ai ricchi, o almeno aiuta i ceti medi a scapito dei redditi più bassi.

I calcoli di Cgil, Cisl e Uil

Le Confederazioni illustrano una doppia considerazione. La prima che la loro disponibilità ad una discussione di merito, finora non ha ottenuto soddisfazione; la seconda: i calcoli del taglio dell’Irpef e la rimodulazione dell’Irap, provocheranno un effetto molto diverso dalle loro aspettative, di tutela delle fasce salariali più deboli: al 40% dei pensionati che riceve fino 15mila euro non va nulla; il 30% dei pensionati tra 15 mila e 26 mila euro riceve circa 200 euro. Ma 200 euro vanno anche a chi ha tra 60 mila e 200 mila euro. “Le risorse vanno concentrate su chi è in difficoltà”, sottolinea il leader della Cgil, Landini, “il ministro Franco ci ha detto che c’è un accordo politico definitivo, da me definito ‘la foresta di Sherwood, un Robin Hood al contrario’. Per la Cgil si è di fronte a decisioni che contraddicono la realtà.

“Non ha senso che chi prende 100mila euro all’anno abbia lo stesso vantaggio di chi ne prende 20 o 25mila”, osserva ancora Landini, “credo che sia il contrario della progressività e un messaggio sbagliato da dare alle lavoratrici e ai lavoratori e pensionati”.

Il sindacato valuta risposte

Il clima già agitato tra sindacati e governo rischia di inasprirsi ancora di più. I toni di Cgil, Cisl e Uil sono stati di critica ma a parte le assemblee e manifestazioni regionali, non c’è stata una rottura definitiva. Ora però i sindacati evocano un cambio di linea. “L’esecutivo cambi idea, valuteremo risposte”, scandisce PierPaolo Bombardieri, segretario della Uil, che avverte: “Aspettiamo una risposta sulle pensioni e ci sono mobilitazioni in corso in questi giorni, valuteremo”.

Emendamenti e ripensamenti

Il silenzio del Governo per ora è giustificato dall’andamento del dibattito parlamentare. La manovra di bilancio, con gli otto miliardi per tagliare Irpef e Irap, è in discussione in Aula. Il camminino non appare semplice. I partiti di Governo dopo aver confermato un giudizio positivo e assicurato una approvazione rapida della manovra, si sono ritrovati sotto una pioggia di 6.290 emendamenti, presentati dai parlamentari. Ognuno evidentemente cerca di strappare qualcosa in fase di approvazione. In questo scenario i sindacati rimarcano come la decisione del Governo sia stata blindata alle loro richieste. “Di fatto”, spiega il leader della Cgil Landini, “ci è stato presentato l’accordo di maggioranza come il perimetro entro cui muoverci e per noi non va bene, va allargato. Per noi gli 8 miliardi devono andare tutti ai lavoratori dipendenti e ai pensionati, e in più non è accettabile che dai 15 ai 30mila euro il ritorno sul piano della tutela del salario sia del tutto insufficiente”

 Il rischio sciopero

C’è un altro impegno tra sindacati e il premier Draghi, che deve iniziare un nuovo percorso, quello delle pensioni. Una discussione che si intende fare a tappe per modificare la manovra e avviare la riforma della legge Fornero. “Chiediamo ancora al governo di cambiare idea, se non dovesse farlo, Cgil, Cisl e Uil faranno le loro valutazioni”, afferma il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri, “Lo sciopero per noi è uno strumento, non è un obiettivo. È già in corso una mobilitazione unitaria”. Tra breve arriverà la valutazione, di quanto, secondo il sindacato, sarà “necessario fare per far cambiare idea al governo e alle forze di maggioranza”.

Infine una constatazione del leader della Uil. “Nel corso della pandemia alle aziende sono andati 170 miliardi senza nessuna condizionalità, anche a chi ha licenziato e non ha investito. Noi diciamo”, conclude Bombardieri, “di dare questi 8 miliardi disponibili nella Manovra a pensionati e lavoratori”.

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