sabato, 29 Gennaio, 2022
Politica

Fisco. Pressing su Draghi. Sindacati all’attacco. Prima lavoro e pensioni 

Sulla riforma del fisco i sindacati rompono il silenzio e si mostrano pronti a scendere in campo. Le parole d’ordine sono perentorie.
“Priorità esclusiva e assoluta alla diminuzione del carico fiscale di pensionati e dipendenti”. Inizia così il nuovo e “ulteriore documento” che Cgil, Cisl e Uil hanno sottoscritto e inviato al Governo. Un intervento articolato in punti che suonano come un nuovo patto sociale fondato sulla lotta all’evasione fiscale e l’attuazione di politiche con contrastino disuguaglianze, povertà, logiche di spreco di risorse economiche e di sfruttamento dei lavoratori. Un documento teso e critico, che segnerà anche il percorso della riforma fiscale, prossima ad entrare nell’aula del Senato.

L’irritazione dei sindacati

La nuova proposta composta da 10 pagine inizia con una sottolineatura polemica nel ricordare che il documento conclusivo approvato nelle Commissioni: “non raccoglie l’impostazione proposta avanzata da Cgil, Cisl e UIl”. Ciò detto i sindacati rilanciano le loro indicazioni sollecitando “tempi brevi” nella discussione e approvazione, “per consentire l’avvio del processo riformatore complessivo”, con priorità “esclusiva e assoluta” alla diminuzione del carico fiscale di pensionati e dipendenti.

La crescita? Serve equità

Il documento già nel suo primo paragrafo mette in chiaro che “Crescita economica e semplificazione”, non sono sufficienti. L’obiettivo è “l’equità, sia dal punto di vista redistributivo che del carico fiscale”, per Cgil, Cisl e Uil “è il primo obiettivo di una riforma fiscale”. I leader sindacali ricordano come il sistema tributario ha una sua missione, quella di raccogliere le risorse per “sostenere le infrastrutture sociali, sanità e istruzione in primis, e le politiche di sviluppo”. E ancora, la tanta invocata “semplificazione del sistema tributario”, da parte delle imprese “non si traduca in un superamento o anche solo indebolimento dei presidi di legalità, acuendo quelle fragilità che già oggi consentono l’accumularsi di oltre 110 miliardi di evasione ogni anno”.

Disegno di legge, analisi sbagliate

Sul terreno della lotta all’evasione fiscale Cgil, Cisl e Uil lanciano un attacco pesante contro il nuovo disegno di legge, che contiene analisi “assolutamente sbagliata” che non terrebbe conto della “asimmetria” tra lavoratori dipendenti e quelli autonomi.
“I lavoratori dipendenti e i pensionati, infatti, prima pagano le tasse e poi prendono lo stipendio e la pensione. I lavoratori autonomi autocertificano a posteriori i propri redditi e scelgono in che misura adempiere ai propri doveri con il fisco. Questa asimmetria genera la possibilità per gli autonomi di scegliere politiche elusive o anche di evasione rispetto al pagamento dei giusti tributi”.

La svolta “epocale”

Nel crescendo delle valutazioni sulla riforma fiscale il sindacato ritiene che non si possa prescindere dalla definizione di “una svolta epocale per eliminare la più grande anomalia italiana: l’evasione fiscale”.
Da attuare propongono con misure che segnino un vero giro di vite contro gli evasori, puntando su “l’incrocio delle banche dati”, investimenti in tecnologia e più agenti tributari. Avere il controllo degli archivi relativi alle fatturazioni elettroniche. Più incisive “Azioni mirate sulle aree di maggior evasione”, la “riduzione dell’uso del contante anche sotto i mille euro”.
“La lotta all’evasione”, scrivono anche Cgil, Cisl e Uil, “serve ad evitare che a pagare non siano, come al solito, lavoratori dipendenti e pensionati”.

Flat tax distorsiva e iniqua

Nel documento c’è poi “la assoluta contrarietà” alla impostazione data alla “dual tax” ritenuta una sorta di flat tax “distorsiva, iniqua, che rallenta la crescita e inibisce investimenti e occupazione”
“In relazione a quanto detto finora e alle criticità segnalate”, sottolineano Cgil, Cisl e Uil, chiedono “che la riforma fiscale abbia come primo obiettivo il taglio delle tasse alle lavoratrici e i lavoratori dipendenti e pensionati, che sono i soggetti a più alta fedeltà fiscale”.

Agevolazioni alle imprese

Per i sindacati le agevolazioni alle imprese devono essere date seguendo principi ben delineati.
“Riteniamo opportuno che l’insieme delle agevolazioni alle imprese risponda a criteri di selettività e sia orientato alla sostenibilità economica, sociale e ambientale, quindi investimenti, occupazione, pari opportunità, democrazia economica, salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori”. Inoltre, per le Confederazioni è necessario il lavoro di riordino e di ridiscussione di quelle agevolazioni che rientrano nel “Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi” in coerenza con il Green deal europeo e il Piano nazionale di Ripresa.

Lotta alle diseguaglianze

Una riforma fiscale è anche lo strumento per contrastare le diseguaglianze. Così la priorità dei sindacati, “nella distribuzione di ricchezza che, nel nostro Paese, hanno raggiunto negli ultimi anni dimensioni preoccupanti generando squilibri macroeconomici, aggravati dalla crisi pandemica”.
“I 10 anni di crisi e gli effetti della pandemia, hanno aumentato le disuguaglianze e le ingiustizie sociali. L’ultima indagine di Banca d’Italia sottolineava come il 5% delle famiglie possiede il 40% della ricchezza privata totale del Paese”. Cgil, Cisl e Uil ritengono che bisogna attuare politiche sociali ed economiche che colmino disuguaglianze, povertà ed emarginazione.

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