martedì, 24 Maggio, 2022
Esteri

Primo discorso all’Onu del Presidente Usa. Biden: niente nuovi blocchi né un’altra Guerra Fredda

“Siamo a un punto di svolta nella storia, davanti a noi ci sono tante sfide. Dobbiamo lavorare insieme per dare a tutti sicurezza, prosperità e libertà”. “Non stiamo cercando una nuova Guerra Fredda o un mondo diviso in blocchi rigidi”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, durante la 76esima sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, invitando a guardare solo al futuro e non al passato.

Il Presidente degli Stati Uniti si affaccia alla sua prima Assemblea Generale dell’ONU in un modo che si potrebbe definire ecumenico. Le parole libertà, dignità, speranza e rispetto dei diritti umani sono state le più usate lungo tutto il suo discorso, sia che parlasse delle sfide tecnologiche e del contrasto ai cambiamenti climatici sia di lotta alla povertà e alla pandemia. L’America, vuole restare leader di queste battaglie ma insieme ai propri partner, in un impegno globale che possa scongiurare future emergenze sanitarie e climatiche come quelle attuali. Riprendendo le parole del segretario generale Onu Guterres, anche Biden si spinge a definire una oscenità le disuguaglianze nell’accesso ai vaccini, confermando l’impegno degli Stati Uniti a regalarne ai Paesi più poveri. E il ricorso alle armi deve essere l’ultima risposta possibile alle diffuse violenze nel mondo, vanno perseguite le nuove strade della diplomazia e del partenariato, anche locale.

Tecnologia e diplomazia a servizio della libera espressione umana

La democrazia è ovunque, dice il Presidente, dove si voglia soffocare la dignità umana e la speranza ci sono sempre persone pronte a lottare. La tecnologia in continua evoluzione, dal 5G all’intelligenza artificiale, non deve essere al servizio della violenza e della repressione ma strumenti per la realizzazione del proprio potenziale. L’America continuerà a difendersi, soprattutto dalle minacce terroristiche, ma dovranno essere obiettivi condivisi dagli americani ed evitare nuove guerre fredde, ad esempio come con la Cina. Anche in Israele, a cui l’America rinnova il suo sostegno, è possibile immaginare una soluzione pacifica a due Stati. Contro gli attacchi informatici, gli Stati Uniti stanno scegliendo una via che tutti dovrebbero seguire, perché nessun Paese sia favorito rispetto agli altri e perché i diritti di base e la proprietà intellettuale siano garantite. “Gli Stati Uniti rimangono impegnati nell’impedire all’Iran di ottenere l’arma nucleare”. “Siamo pronti a tornare nel pieno rispetto dell’accordo, se l’Iran farà lo stesso”. Stiamo “lavorando” con gli altri firmatari dell’accordo (Cina, Francia, Russia, Gran Bretagna e Germania) per “coinvolgere diplomaticamente l’Iran” e cercare di tornare nel Jcpoa, ha spiegato.

Democrazia e libertà, un binomio inscindibile

Biden sottolinea più volte l’importanza dei valori democratici, contenuti anche nella Dichiarazione universale dei diritti umani alla base degli accordi delle Nazioni Unite. Parla di alleviare i dolori nel mondo, migliorare la vita di tutti, di non mollare in Etiopia e Yemen e in tutti quei paesi in cui lo stupro è uno strumento di guerra, cui non si può rispondere con il silenzio. Ritorna sulla importanza della denuclearizzazione, di pacificazione nel mondo, di uguaglianza, diritti LGBT, della non violenza a favore della via diplomatica. “Non sono un agnostico sul futuro”, dice il presidente degli Stati Uniti, il futuro appartiene alle persone libere. Una condizione che va garantita a tutti. Ma nulla di tutto questo è fattibile se non si fa insieme, gettando le basi per decenni di pace. Si può raggiungere di più se uniti nell’impegno. Salvare il pianeta, costruire un mondo e un futuro migliore è una scelta, conclude Biden, e bisogna farla adesso, mettendosi tutti al lavoro. E “Che Dio vi benedica tutti” è stato il suo saluto all’Assemblea.

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