venerdì, 23 Luglio, 2021
Economia

Italia-Cina. Esportiamo “dolce vita”. Rischiamo forte competizione

Il feeling si chiama: “Bello e ben fatto”: vale 135 miliardi di export con un potenziale di crescita di 82 miliardi. I settori sono quelli del Fashion, Food and Furniture. Ci saranno 70 milioni di nuovi ricchi nei prossimi 5 anni. Ma il rischio è che la Cina sarà anche un nostro “principale competitore”.

È quanto emerge dall’analisi condotta dal rapporto “Esportare la Dolce Vita”, realizzato dal Centro Studi Confindustria, in collaborazione con Unicredit e con il contributo di SACE, Netcomm e Fondazione Manlio Masi – Osservatorio nazionale per l’Area Affari Internazionali e gli scambi. “Le eccellenze italiane si dirigono prevalentemente verso i mercati avanzati, che insieme ne assorbono circa 114 miliardi di euro”, rivela il documento.

BENE CON GLI USA

Gli Stati Uniti sono il mercato con il più alto potenziale in termini assolu­ti, 15,5 miliardi di euro di possibile export aggiuntivo. Potenziale elevato anche per Francia, Germania e Regno Unito, che com­plessivamente valgono 13,7 miliardi di euro di potenziale.

 

OBIETTIVO CINA

“Il primo paese per potenziale è la Cina con 3,9 miliardi di euro di export ag­giuntivo possibile, a fronte di un potenziale totale di 8,6 miliardi, l’export già realizzato è il 60% circa (4,7 miliardi), mentre è ancora sfruttabile il 40% del potenziale di crescita”. Tra i paesi emergenti, la Cina è quello che offre maggiori margini di migliora­mento anche nel medio-lungo termine. “Le stime sullo stock attuale della classe media benestante e sull’aumento dei nuovi ricchi al 2025 e 2030, mostrano che i mercati asiatici sono gli asso­luti protagonisti tra i mercati emergenti”. La Cina si colloca al primo posto sia per dimensione attuale della classe benestante (265,6 milioni) che per la crescita nel prossimo quinquennio (70,2 milioni).

 

ATTENTI ALLA CONCORRENZA

La Cina si conferma, tuttavia, anche “un’osservata speciale” per l’Italia, come Paese emergente a alto potenziale di export ma anche principale competitor. Insieme alla Germania, USA, Francia e Spagna è infatti tra i principali competitor nelle ca­tegorie merceologiche del BBF (prototipi e costruzioni meccaniche). “Le eccellenze italiane restano abbastanza protette, ma l’upgrading dei prodotti cinesi è sempre più pressante”, rivela Confindustria, “Nel 2020, la Cina è stato uno dei pochi paesi al mondo a registrare una crescita positiva (oltre il 2%) e, secondo le ultime stime del Fondo Monetario Internazionale, nell’anno in corso farà regi­strare un tasso di crescita del PIL superiore all’8%”

Sponsor

Articoli correlati

Export: Conflavoro Pmi “Made in Italy e semplicità per ricostruire”

Redazione

Ambiente, il no al carbone l’Italia Nazione più virtuosa in UE. Usa, Cina e India da riscaldamento globale

Angelica Bianco

Sviluppo sostenibile, Confindustria punta sul Brennero. Mobilità europea, per gli industriali servono più infrastrutture alternative

Maurizio Piccinino

Lascia un commento