venerdì, 28 Gennaio, 2022
Politica

Conte-Grillo, ultima carta faccia a faccia con gli eletti 5S

Di Maio in campo. Estremo tentativo di tenere insieme il fondatore e il rifondatore ed evitare l’affondamento del Movimento. Impresa ardua vista la durezza dei toni di entrambi. Il partito di Conte? Nei sondaggi tra il 10 e il 15%, con 5S dimezzati e Pd in calo al 15%.

 Per evitare che la telenovela si tramuti in tragedia si danno da fare in  tanti nei 5 Stelle. Lo spettro della scissione non fa dormire sonni tranquilli a nessuno. Non bastava  essersi abituati a passare dal 33% del 2018 al 16% dei sondaggi. Non bastava aver perso per strada più di 100 tra deputati e senatori. E neanche bastavano i turbamenti di chi teme di non essere ricandidato dopo i due mandati .In più  la mannaia del taglio dei parlamentari voluta proprio da loro che si rivela la ghigliottina peggiore per un partito in crollo verticale.

 

EFFETTI DEL PARTITO DI CONTE

Lo scontro fontale voluto da Grillo fa traballare dalle fondamenta il già pericolante palazzo dei 5 stelle.Tutti temono una scissione dagli esisti imprevedibili, ma tutti sanno che la soluzione è nella mani di due persone che ,per ora, tengono il punto e non dimostrano di voler cedere su nulla. In realtà grillo ha già ceduto  al rifiuto opposti da crimi cui il Garante aveva intimato di convocare la consultazione sulla piattaforma Rousseau. L’ultimatum di Grillo è scaduto e non è successo niente. Tra i 5 stelle intanto s il numero dei potenziali seguaci di conte, in caso di scissione cresce.

Facciamo due conti. Oggi con Conte designato alla guida, il Movimento si attesta intorno al 16%. Se tutto salta per aria e Conte si fa un suo partito i sondaggisti convengono che  questo nuovo soggetto si attesterebbe intorno al 10% Ma c’è chi, come Fabrizio Masia, ipotizza una forbice tra il 10 e il 15%. Forte del suo prestigio personale Conte farebbe calare il M5S dal 16 a 5-7% , prenderebbe voti anche dal Pd e perfino qualche decimale dall’elettorato centrista. Molto dipenderà dalla legge elettorale. Con quella maggioritaria, dice Masia, in un’alleanza a due Pd-Conte i 5 stelle finirebbero ai minimi termini.

Se andasse così ci non sarebbe alcuna conseguenza di rilievo sugli equilibri politici. Oggi Pd e 5S sommati hanno circa il 35 %.Dopo la eventuale scissione dei 5S, Conte e Pd sommati arriverebbero ad un massimo del 30% e  il residuo del Movimento si assesterebbe intorno al 5%.

Se Conte vuole realizzare un’operazione politica che abbia una significativa portata non deve pescare solo a sinistra ma deve guardare al centro. È lì la vera sfida e la vera scommessa da vincere.

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