sabato, 15 Maggio, 2021
Economia

L’emergenza: in agricoltura solo 0.3% infortuni da Covid ma è il settore più penalizzato dalle restrizioni

“Non è un caso che appena lo 0,3% dei 66.781 casi di infortunio da Covid-19 registrate dall’Inail in Italia riguarda l’agricoltura”. Ecco una buona ragione per la Coldiretti di seguire con attenzione il settore dell’agricoltura che non solo è da traino all’intera economia nazionale ma è la prima risorsa alimentare per i cittadini. Ed ora anche con il più basso indice di infortuni da Covid. Nonostante questo il settore subirà il tracollo economico per gli effetti collaterali delle chiusure.

“Lo stop agli spostamenti da tutte le regioni colpisce oltre 10 milioni di italiani che lo scorso anno sono andati in viaggio nel periodo delle feste di fine anno per raggiungere parenti, amici o fare vacanze”. È la sintesi dell’analisi Coldiretti/Ixè in riferimento alle misure previste dal Governo a fine anno per la necessità di contenere la diffusione del contagio Covid. “Ad essere bloccati, oltre all’80% degli italiani che hanno scelto come meta principale la Penisola c’è anche il 20% che”, sottolinea la Coldiretti, “aveva deciso di varcare il confine e che ora sono frenati dalle misure cautelative adottate per il rientro in Italia dall’estero con l’obbligo di quarantena e il tampone obbligatori”.

Tra le destinazioni turistiche a pagare il prezzo più alto, secondo la Coldiretti, è la montagna con 3,8 milioni di italiani che lo scorso anno sono andati in vacanza sulla neve nelle feste di fine anno. “Si tratta di uno stop destinato ad avere effetti non solo sulle piste da sci ma”, precisa la Coldiretti, “sull’intero indotto delle vacanze in montagna, dall’attività dei rifugi alle malghe con la produzione dei pregiati formaggi. Proprio dal lavoro di fine anno dipende buona parte della sopravvivenza delle strutture agricole che con le attività di allevamento e coltivazione”, sottolinea ancora la Coldiretti, “svolgono un ruolo fondamentale per il presidio del territorio contro il dissesto idrogeologico, l’abbandono e lo spopolamento”.

In difficoltà anche gli agriturismi, già duramente colpiti dal lockdown di primavera e dall’assenza dei turisti stranieri. “Spesso situati in zone isolate”, fa va presente la Coldiretti, “in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse secondo www.campagnamica.it i luoghi più sicuri perché è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Non è un caso che appena lo 0,3% dei 66.781 casi di infortunio da Covid-19 registrate dall’Inail in Italia riguarda l’agricoltura secondo l’analisi della Coldiretti sulla base delle denunce complessive di infortunio al 31 ottobre 2020 che evidenzia come la percentuale più bassa di contagi tra le diverse attività si sia verificata proprio nelle campagne mentre la percentuale in industria e servizi è del 98,1%”.

Lo stop agli spostamenti è destinato ad avere un duro impatto economico ed occupazionale con la perdita stimata in 4,1 miliardi sono per le mancate spese dei turisti italiani di Natale e Capodanno che lo scorso anno hanno trascorso in media sei giorni fuori casa. “Si stima peraltro”, conclude la Coldiretti, “che 1/3 della spesa di italiani e stranieri in viaggio in Italia sia destinata all’alimentazione”.

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