mercoledì, 2 Dicembre, 2020
Politica

D.p.c.m. che non piace neanche a Babbo Natale e alla Befana

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L’immaginaria letterina del Conte che non convince nessuno e da nord a sud cinema, teatri e palestre si spostano all’aperto, sulle strade e nelle piazze. 

Si transita dai danni da Covid-19 a quelli del D.P.C.M.?

“…Caro Babbo Natale, tra un paio di mesi arriverà la festività che unisce tutti ma, quest’anno, purtroppo, non sarà come negli anni passati; siamo fin troppo sparpagliati, l’uno contro l’altro armati, a sfasciare persino le vetrine, inasprendo, ulteriormente, gli animi dei danneggiati e di ciò io mi dolgo immensamente ma non mi pento del lavoro del Governo che rappresento.

Sono il Conte bis che ti scrivo, meglio conosciuto come Conte2, già Conte1; in pratica sono sempre io, anche se ho cambiato soci, ma la sostanza non cambia e lo stile neanche; ho aggiunto solamente la mascherina e proprio di essa voglio parlare a te e alla Befana, col cuore in mano, anzi in gola; perché non vorrei scontentare, dopo gli adulti, anche i bambini.

Ti mando il mio ultimo DPCM, acronimo di “Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri” a mia firma, essendone il Presidente e spero di esserlo ancora, magari come Conte3, appunto perché, come si dice, non c’è due senza tre e, con qualche rimpastino – sicuramente  necessario – potrei tirare avanti per tutta la legislatura,  salvando, così,  capra e cavoli che  sono pure  tanti che bollono in pentola.

Da un po’ di tempo di Dpcm ne faccio uso frequente, ne firmo quasi uno alla settimana; mi sono specializzato in materia, a volte basta un “taglia e incolla”, con qualche piccolo aggiustamento, spesso in peggio, e per questo sono stato tacciato di aver delegittimato il Parlamento. Ma se vado a chiedergli l’autorizzazione non se ne esce più; con troppi galli nel pollaio non farà mai giorno e, nel frattempo, l’ammalato muore, anche se così facendo muoiono pure coloro che malati non sono, perché moriranno di fame, di disperazione, di guerre fratricide. Che ci posso fare…! 

Mi suggerisce queste linee guida il comitato tecnico scientifico; forse perché sa che ha gli strumenti spuntati e gli ospedali in crisi per atavici problemi, colmati, purtroppo, solo in parte nei mesi scorsi. È colpa del titolo V della Costituzione e del benedetto articolo 117,  che mi fa litigare con i 20 Governatori, essendo la tutela della salute materia di legislazione concorrente. 

Il Paese è nel caos più totale, in fermento, in forte agitazione e stanno pure iniziando le proteste di piazza, da Nord a Sud, con sospetti di infiltrati senza scrupoli. Non si accettano le mie restrizioni, purtroppo con danni inevitabili all’economia reale del Paese,  anche se ho detto che risarcirò tutti. L’agenzia delle Entrate agirà come Agenzia delle Uscite, accreditando direttamente in automatico sui conti correnti dei richiedenti le somme necessarie “per tirare a campare”, ma quando ne avrò bisogno posso attingervi pure io come ha fatto, tanti anni or sono, un mio predecessore nottetempo.

La verità, diciamola tutta, io ho abolito l’articolo 1 della Costituzione, nella sua fondamentale essenza: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”. Ed io proprio il lavoro ho sospeso; ho ordinato che si rimanga a casa, tra le 18,00 della sera e le 05,00 del mattino.

Mentre ho imposto: Palestre chiuse, piscine chiuse, sale da ballo chiuse, movide chiuse, sale divertimento chiuse (cinema, teatro e spettacoli musicali), scuole con didattica a distanza, etc.etc..”

Ma no, così non può andare caro Presidente del Consiglio, così avrai tutti contro, persino Babbo Natale e la Befana, la gioia di grandi e piccini. Basterebbe imporre ulteriori regole da osservare per ciascuna attività – oltre a quelle  già rispettate e per le quali sono stati sostenuti anche rilevanti  costi per l’adeguamento – e disporre i controlli con le eventuali relative sanzioni. Chi sbaglia paga, magari dopo idoneo preavviso, come fa il buon padre di famiglia. Allora si che si ragiona da popolo civile e democratico, altrimenti sembri un uomo solo al comando e di ciò, appena un anno fa, hai aspramente criticato pubblicamente in Parlamento, il tuo compagno di percorso con cui hai litigato e posto fine al rapporto per “incompatibilità e gravi inadempienze contrattuali”. Ed ora sei tu a fare lo stesso! Non credere a chi dice che “il potere logora chi non ce l’ha“. Anche tu potresti essere disarcionato; basta poco, un flebile venticello e faresti la fine di Luigia Pallavicini caduta da cavallo. Tu ha avuto l’ardire di ordinare insieme alla sospensione del lavoro, pure la libera circolazione della persona come libero esercizio dei diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, che trovano tutela nel successivo  articolo 2 della Costituzione.

Sai benissimo che le speranze del vaccino, per una profilassi generalizzata, anti covi-19, non sono prossime; si citano, addirittura, date approssimative che vanno oltre la futura primavera. È vero anche che al Ministero della Salute c’è Speranza, ma solo di cognome, come Ministro; egli è pressato come in una morsa che si stringe sempre più; tutti lo tirano per la giacca. Ha un gruppo di esperti ai talloni che gli indicano la strada da seguire che però non è condivisa dai 20 governatori regionali, come tu ben sai, con venti idee diverse. C’è chi invoca nuovamente il Lockdown, chi libertà di movimento, chi batte cassa e chi ha iniziato a fare le guerriglie urbane, coi primi feriti, ricoveri e danni.

Come si può pretendere di chiudere tutti in casa, adolescenti compresi, senza le palestre e tutte le strutture sportive ed i locali di intrattenimento dove i giovani, abitualmente, scaricano le loro energie, le loro forze muscolari, che i nostri Avi in passato scaricavano, invece, nei lavori dei campi e nella faticosa gestione delle attività da pastorizia?

“Comprendo tutto questo, ma mettetevi, pure per un attimo, nei miei panni e vi renderete conto in che pasticcio mi trovo. Sono continuamente attaccato dagli avversari politici e persino   dall’interno. Se potessi tornerei indietro a fare il mio vecchio mestiere di docente dove nessuno apre bocca per criticarmi.  Ora caro Babbo Natale ti scrivo per informarti, come potrai leggere nel DPCM allegato, che le cose qui non sono più come tu le hai lasciato l’anno scorso; avverti pure la tua compagna Befana; avete fatto appena in tempo a scamparvela, essendo scoppiato subito dopo il finimondo. Uno sgradito ospite, probabilmente  venuto dalla Cina, ci sta facendo tribolare, ci sta facendo vedere i sorci verdi. Non riusciamo a venirne a capo; ci sfugge dal controllo, peggio di una anguilla, nonostante è stato schierato un vero esercito per arginarlo insieme a tanta buona volontà. È invisibile ed imbattibile nei suoi impercettibili movimenti ed effetti sulla salute umana; toglie il respiro, fino a morte sicura.

Tutto queste incertezze spingono la gente a reagire alle mie inevitabili restrizioni; e sono anche gli stessi responsabili istituzionali che hanno vedute diverse sulle iniziative da attuare: i Sindaci la pensano in un modo, i  Presidenti di regione in un altro, i responsabili della sanità, gli esperti medici ed ospedalieri in altro modo ancora. Ma, credimi, caro Babbo Natale, si sta facendo davvero tutto il possibile per aiutare chiunque abbia perso il lavoro e non abbia un reddito di sopravvivenza. Non voglio far morire nessuno di fame o di crepacuore.

Mi verrebbe l’infelice idea, caro Babbo Natale e gentilissima Befana di suggerirvi di evitare di venire quest’anno e di rinviare il tutto all’anno prossimo, al 2021. Immagino già: il bambinello Gesù, la Madonna, San Giuseppe, il bue e l’asinello e con una pecorella, siete in sei, il limite massimo consentito se della stessa famiglia e conviventi. Poi arrivano i Re Magi e si rischierebbe  l’assembramento. Ci mancherebbe pure che si ammalasse Gesù Bambino appena nato. Siamo ormai gli uni contro gli altri armati; tutti contro tutti a contestare; un dissenso totale delle restrizioni adottate;  gli esercenti e gli operatori economici, specie, nelle grandi città, sono in crisi.”

Però il Conte Giuseppe non può tenere  in gabbia, per lunghi periodi, giovani pieni di energie a cui non possono dare sfogo; è come voler arginare un fiume in piena. Non c’è errore peggiore di quello di restringere i tempi di libertà di un essere umano, come vale per una bestia; sarebbe sicuramente positivo imporre regole di comportamento per tutte le attività quotidiane e suggerire come tenere in modo salubre anche gli ambienti domestici, a parte le regole relative alle distanze ed alle cautele con mascherine  per le frequentazioni di parenti ed amici.

“Sembra tutto facile a parole, ma io insisto, Caro Babbo Natale, nobile Befana, a dissuadervi dal venire quest’anno; voglio farvi riflettere sui rischi che si corrono, specie perché voi siete  anziani,  di una certa età ed anche con gli acciacchi del vostro lungo lavoro, al freddo, sulla neve e tu, Befana, con la scopa, attraverso i camini stretti e sporchi, carica di regali per i bambini ed i sofferenti. Vi giuro che ai bambini ed ai sofferenti quest’anno ci penserò io. Mi vestirò da Babbo Natale, col tuo permesso e chiederò una volontaria tra le Ministre dei Trasporti, dell’Agricoltura e dell’Istruzione per sostituire te gentilissima Befana. Capisco che saranno a rischio anche i tradizionali addobbi natalizi lungo le strade di tutte le città, nelle vetrine dei negozi; penso alle  luminarie di Salerno, che hanno attratto migliaia di turisti italiani e stranieri, al pigia pigia lungo la via di San Gregorio Armeno a Napoli, nota per i presepi, ai famosi mercatini di Bolzano e di altre città. Il pensiero va anche al pino spelacchiato di Piazza Venezia a Roma ed al tradizionale Presepe in Piazza San Pietro. 

Ma non è colpa mia, la  colpa è tutta di questo maledetto COVID-19.”

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